Misura dell’ Ac<*ut correnti PROPOSIZIONE I. Stando un fiume nel medefimo (lato,per tutte le Tue fezioni pattan* eguali quantità d’acqua in tempi eguali. Siano due fezioni A D. E H dii m?d?fimi fiumi:. Dico, che la •quantità dell’acqua, che parta per A D, è eguale alla quantità dell’acqua, che parta per E H in tempo eguale. Imperocché fe maggior quantità d’ acqua pattatte per A D, che per E H, il fiume fra A, ed E continuamente crederebbe ; il che è con-tra il fupporto: fe minore quantità ne paifaffe per A D, che per E H , il fiume fra A, ed E continuamente fermerebbe ; che è parimente contra il fupporto. Se dunque nè maggiore, ne minore quantità d’acqua parta per A D, che per E H, n; pallerà eguale quantità dall' una, e dall’altra lezione; il che ec. PROPOSIZIONE IL Se l’acqua pattando per qualche fezione, o per qualche perpendicolare in un dato tempo, s’intenda ridotta in un prifma retto, la bafe del quale -fia la .lezione, l’altezza del prifma farà la media velocità di quella fezione. Sia la fezione A D, fopra la quale , come bafe, s’intenda figurata in un prifma retto C F la quantità dell’acqua corrente per erta in un dato tempo. Dico, che l’altezza A E è la media velociti della fedone A D. Imperocché fe tutte le parti dell’acqua dentro il rettangolo V feorrefiero con eguale velocità, mentre la patte C è portata in G, la p.irte A farebbe portata in E, B in F, O in H, e tutte le parti del rettangolo A D alle fue parti corrifpondenti del rettangolo E H : e però fe tutte le velocità della fezione A D fodero fra di loro eguali, i’ acqua naturalmente fi ridurrebbe alla figura del prifma C F: ma il prilma C F è eguale all’ acqua, che parta con diverfe velocità per 3a lezione A D : adunque per la medefima fe-zione feorrerebbe una e-guale quantità d’acqua con la velocità A E, ovvero C G, a quella, eh: fccirre con diverfe velocità nel medefimo tempo; e petò A E, altezza del prihna, farà la velocità media; il che ec. Il