Discorso le, ftante la diverfità, e moltiplicità de’ Padroni, che vi poiTedono; non è però, che interponendovifi la benigna autorità, e la incomparabile demenza dell’A. V., ella non fia poffibile a ridurfi all’atto (come in altri tempi è feguito in p^rte ) con ioddisfazione intera de’ pofieffori ; come farebbe o col far diventar, per a tempo, tutto il paefe , che fi pigliaiTe a colmare, d’un Padrone folo, pagando agli altri in quel mentre un’ aggiuftata retribuzione, o col far con effì baratti, o in altra miglior forma, purché tali colmate fi facefiero in buon modo con l’ordine, che l’arte richiede, e che vuole la convenienza, ed il fine, che debbe averfi di non infermare, o deteriorare i terreni fani, e buoni, per voler acquiftar ne’ padul», o per fanare, o migliorare i terreni infermi, o di qualità inferiore. Per evitar quefti dannofi effetti, convien prima d’fporre, e perfezionar in tal guifa l’ufcita dell’acqua d’Arno, che ha da far le colmate, che quefta non poffa impedire, o tener in collo l’efito delle piovane del Paefe ièmentativo, o gli fcoli della Città, o pur dar ripiego a queft* acque per altra via; e dopo mefle in difefa le terre buone, cominciar a colmare per grande altezza , e non in fretta, a imprefa per imprefa le terre più lontane dal mare , ed inficine le più proffime ad Arno, cioc più, remote da quegli fcoli, che dibbon ricever poi le lor acque piovane, e dipoi le altre terre di man in mano por traverfo fino a’ predetti fcoli, per continuar con tal ordine a colmar l’altre tenute per difotto, che lì vanno a;co(lando al mare. Quefta, per mio antico parere, è l’unica manieri, che ufar fi poffa con ficurezza, per rellituire alla Città di Pifa, ed a’ fuoi territori la falubrità dell’aria, la copioia popolazione, e l’antico pregio d e fiere il granaio della Tofcana, e di contender in quella parte con la Sicilia ; ed a quello partito o per tempo, o tardi fi ha p:r neceilìtà da venire una volta. Ma( volendo lafciar nello fiato, in che or fi trovano, quefie campagne) il pretender di efimerle del tutto, e in perpetuo con la fteffa Città di Pifa dalla necefiìtà di alzare, e di fortificar di continuo, come or fi fa, i nmricciuoli di quefta, e gli argini di quelle, lenza a.zar le ftra-dc, e le fabbriche di ella Citti (quelle almeno contigue ad Arno), e fenza