di Domenico Guglielmini. 313 libro IV. Nel quale fi tratta della mifura delC acque correnti ne Canali inclinati, uniti in qualunque modo. Assioma. L* Acqua non può avere nel fuo corfo, eccettuata la violenza, maggior velocità di quella, che avrebbe, iè folo di-fcendefTe liberamente per la linea perpendicolare , levato ogni impedimento . Quella Propofizione è certa, eflendo che la velocità del corfo dipendi dalla gravità dell’ acqua, e quella impiega la iua m if-fima forzi nella linea tendente al centro de’ gravi, cioè nella perpendicolare i e perciò a ragione fi può prendere come aifijina. DEFINIZIONI. I. Vloc'ttà intera dell’acqua corrente è quella, che avrebbe l'acqua in un punto d’un canale, o perpendicolare ec., fe dal principio del canale fin lì difc’ndeife fenza alcuna refiilenza. II. Vlocità ritardata, 0 reftdua è quel'a, che ha realmente l’acqua nel d feendere, quando è minore dell’intera velocità, ovvero è l’intera velocità mancante di quella , che vien levata all’ acqua corrente dagl’ impedimenti nel difeendere. III. La velocità perduta è la differenza tra la velocità intera, e la ritardata, ovvero è quella porzione di velocità, che è di tanto in ta.ito levata all’ acqua corrente dagl' impedimenti. IV. Dalle ineguali velocità delle dette tre fpecie in una perpendicolare di qualche fczione, ovvero nella fezione medefima, fi può comporre una media velocit\, fecondo il fenfo della fettima Definizione d.-l Libro primo, e fi dirà m-dia velocità intera , media velocità ritardata, media velocità perduta d’una perpendicolare, o d’una fezione. Gc z V.