* di Domenico Guglielmini. 333 SCOLIO IL E perchè l’elevazione della fuperficie L P accrefce ancora la lunghezza del canale prolungato per di Copra il principio in L, fecondo il ienio della quarta Definizione del Libro 11., è chiaro, che l’altezza M D, e la difecfa per L A D imprime i medefimi gradi di velocità alla fezione D ; e di più, che il canale diviene come un vaio chiufo L A D E P, la luce del quale è H, e che ad erto è fomminiftrata l’acqua in maniera, che conlerva la fterta fuperficie L Pi ficchè da quello capo ancora fi deduce le velocità D, H avere tra loro tali propor. zioni, che vengono nello fpazio parabolico predetto, per le cofe diruo-ilratc nel fecondo Libro. Corollario I. Tirata adunque per X la parabola D X Y, e le fue femiordinate D Y , E &, farà lo fpazio parabolico D F & Y, compleflò delle velocità della perpendicolare D E, eguale allo fpazio parabolico D H T V, compitilo delle velocità della perpendicolare D H ; imperocché ef-fendo eguali le quantità dell’ acqua, ancora 1 compierti delle velocità faranno eguali. Corollario IL Adunque fe fi faranno fopra D E, D H i rettangoli eguali agli trop: n il, ¿i fpazj parabolici , faranno i lati rimanenti, ovvero le loro altezze le *««//«. medie velocità; e ritrovato il centro della velocità della perpendicolare pf f g E D v. gr. H, fi faccia come il quadrato della media velocità della "»*- vi , # de fi me » perpendicolare D H al quadrato della velocità media della perpendi-co'are D E, cosi X H a P 2 , farà 2. il centro della velocità della pr/sìi'dì perpendicolare D H ; ertendocne le medie velocità fiano parallele, o *«*7?» • eguali a.le linee paraboliche, faranno gli aifi fra loro in duplicata proporzione delle martims ordinate. SCOLIO III. « E perchè per ritrovare il centro della velocità, bifogna che fu