di Vincenzio Viviani. 235. Ciò parimente ( non eflendo cafo difpcratiiiimo ) è facile tuttavia a confeguirfi per lunghiflima ferie d’anni; poiché, fé non battano gli argini, che annualmente vi fi mantengono in vicinanza delle ripe d’Arno, riulcirà operazione di non gran difpendio, ed anche ficura ( come praticata in tant’altri Paefi, che han le circottanze di quetto), fe nell’andar tt di continuo, e di fiia natura riempiendo, c rialzando il letto d’ Arno, fi continuerà, come pur fi fa, ad ingrofi'are, ed alzare i medefi-mi argini a fegno iempre fuperiore alle dette martime piene; e le di più, a foprabbondantc cautela, ne’ luoghi di perieoi maggiori fi faranno dietro a quetti i contrargini alti, grotti, e potenti non men de’ primi: poiché coti, per quanto potrebbe incolparfene il fiume d’Arno, fi con-feguirà in avvenire, e molto più nell’annate afeiutte la bramata ficu-rezza, ed un’aflai competente fertilità delle medefimc campagne, ancorché batte; mentre però (oltre al tener tutti i detti canali ben vuoti, c netti) tali argini, e contr’argini fien fempre ben vigilati, c cuftoditi nella guifa, che li otterva dall’ingegnere, e da Minittri a ciò dettinati, e che tutti i patti, o callaje necellaric, che li attraverfano, rettino af-ficurate, fe mai occorrette, con muri d'altezza invariabile, e fuperiore a quella d’ogni piena, e relè facili a praticarfi per via delle Ùlite pedate, c Idruccioli ben ditt.fi da ambe le parti, come ftanno di prefente quali tutte. Se poi, mediante il feguito rialzamento del letto d’Arno, ette pianure fi fon infrigidite, e fon reftate iepolte, e fi defidcratt'e di fanarle, c ridurle in ittato di maggior pendenza verio il mare , da poter in ogni anno, ancorché attai piovofo, tramandarvi meglio, e più pretto le fud-dette lor acque piovane ( le quali talvolta infettano i detti Piani, c molto più ne* liti più badi )y e fi pretenderti: ancora di renderle più lontane da pericoli d inondarli per le rotture di detti argini, o per i trabocchi d Arno, ciò non fi potrà ottener mai per a!tra via, che col ri-folverfi finalmente a n n ifdegnar le fecondanti torbide di quello fiume, ma a riceverle a luogo a luogo, per rialzarle, e colmarle dall’una, c dall’altra parte, per riempier ancora con erta terra (ma ne’ luoghi, e tempi opportuni; tutti i batti, e paduli, che vi fon fparfi. E contuttoché quefla mailima, ed cttcnzialittìma operazione appaiilca impraticabile,