• n - XVI X ne nuove, giufte, canoniche, piene di lumi, e di metodi, ovvero fono cofè mediocri, povere di cognizioni, iterili di confèguenze, e fol lodevoli per la precifione, per la chiarezza, o altri limili titoli. Se s’avvera il primo, egli è un doppio torto, ed ingiuttizia F efcluderle; torto alla Raccolta, togliendole una parte della vera teoria necefìària all* acque, torto alle dette DifTertazioni, negando loro quel pollo, a cui guittamente pretendono. Che iè accade il fecondo, egli è un dovere dell’umanità, un atto di convenienza pulita, e civile l’accoglierle, ufar lo-. ro, come fiiol dirli, buona ciera, e moftrar loro quella ofpitalità, che a’ veri amici, e repubblicani non mai fi nie^a; tanto più ch’egli è sì lungi, che ciò pouà pregiudicare alla gloria, e aH’onor dell’Italia, che anzi vieppiù la promuove ; poiché riflettendoli da un lato al molto, che hanno icritto gl’ingegni Italiani fùll’acque, e dall’altro al poco, che gli Oltramontani hanno aggiunto del loro, tolìio evidentemente fi fcorge, che qua- li tutta la gloria a’primi appartiene, e quafi nulla ne rimane a’ fecondi. Tra quefti ni5 è venuto talento di non dimenticare certamente la lettera del Sig. Genneté, intorno la qua-