Tav. li Idrostatiche. 46? rimane ( 9 ) un affai grande convenienza cavata dalla natura de' fluidi ; così che non pò!]a veramente ammetterfi /’ opinione di queflo eruditismo Uomo (10), ejfendo le parti fuperiori nel canale fempre diverfamente agitate per la diverfa velocità delle parti inferiori. Que-fio non fuccede ne' gravi, della difcefa de' quali ha già trattato il Galileo (11), ed acciò la cofa fi conofca pili chiaramente, fi guardi la Figura feconda, nella quale ft fuppone A B ejfer il fondo del cana- rlg. n le eguale per tutta la lunghezza, i di cui lati ajfteme col fondo facciano angoli retti, e fta la lunghezza A B divifa in quattro parti eguali ne' punti C, D, F: é manifefto, che il grave difcendente per lo piano A B acquifterà in B una velocità doppia di quella, che aveva acqui fiat a in C. Adunque fe V acqua feguitajfe le medefime leggi, dovrebbe nel punto B riempiere nel canale una mezza parte folamente di quella, che riempiva in C ; e la ragione è chiara; perché correndo la mede/ima quantità d? acqua nello (lejfo tempo per tutta la lunghezza del canale, la di lui altezza deve effere tanto minore, quanto maggiore è la velocità, acciò la lunghezza della colonna aquea, che pajfa in B, refìi compcnfata dalla crajfezza di quella, che corre in C ; e perciò fe l'acqua in C riempie il canale infimo ad E, quando farà pervenuta in B, arriverà folamente fino et G, Jupponendoft B G fubdupla della Jlrffa CE. Si fa adunque chiaro, che l'acqua, che (la in E, non difenderà per lo piano E H parallele* all'altro C B ; il che dovrebbe feguire fecondo le leggi dimo firate dal Galileo ; ma bensì difeenderà per un piatto molto p'tìt inclinato: anzi quell7inclinazione non è eguale per tutta la lunghezza del canale ; ma quanto più ci accodiamo alla cima, tanto maggiore diventa f aumento della velocità , data un' incerta lunghezza del canale. Mi pare adunque, che il noflro ingegno pfiimo Autore ( 12 ) abbia errato in qneflo, cioè abbia jlimato doverfi difeorrere nella mede/ima maniera circa i fluidi deCcendenti, come circa i gravi fuppoftt dal Galileo ; e perciò a rendere P opera compita gli re/la folo da cercare ( 13 ) quale fta la linea E <7, fecondo la quale /j Jjuòerficie dell'acqua corrente dee declinare ne! canale. Da qui facilmente>' prenderemo quanta fta V area dell acqua in qualunque luogo ft facct fezione, e da dtverfe aree di diverft fegamenti fi r accogli tranntìfoi-Tom. 1. O o vei\ < . • m