138 Discorso Sirocco, i quali reprimcno, e quafi fermano, anzi talor rifpingono all’ in fu il corfo ad Arno, lo fanno ecceffivamente gonfiare, e crefcer d’ai- ^ tezza , ed in quello mentre ei depone la materia con più facilità, ed in più copia. Aggiugnefi il neceffario difcottamento del lido del mare da Pi fa mediante le proprie arene, che con quelle d’Arno vi rifpingon Tonde marine, allorché regna alcuno de’ fuddetti venti, i quali formano incontro alla fpiaggia più ordini di fcanni, banchi t dune, o cotoni, che fi chiamino , ed obbligano Amo a voltar la fua bocca or da una parte , or dall’altra, obbedendo al vento, che domina, col crearvi bene fpeiTò un argine, o capezzale, che ferra la detta bocca, mentre Arno con le fue mezze piene depone in fe le fue torbide in maggior copia ; ma poi credendo in altezza, e traboccando quel capezzale, vi la l’apertura, che bilògna al fuo fcarico. Da quello difcottamento di lido, e perciò allungamento di canal d’Arno ne fegue appretto la diminuzione di quel poco di declive, che in diftanza di più di fei miglia ha il pelo della più batta acqua d’Eftate del medefimo Arno da Pifa fin al pelo del mar quieto. Da tal diminuzione di declive d’Arno ne vien ancora qualche fca-pito alla fua velocità, per condurre al mare le proprie acque: benché nell’alzarli alle maggiori piene egli ricuperi da fe la caduta, che gli bifogna per ifgravarfene, ma non però così prettamente. A quelli, e fimili effetti, che l’uomo fuol chiamare difordini (benché fien ordini neceffarj e per natura della terra , e dell’acqua, da* quali niuna parte di quello Mondo va efente ) non par convenevole il cedere, allor che s’intenda ben una volta d’intraprender l’imprefa maf-fima, e ficuriffima delT univeriale alzamento de’ terreni con le torbide d’Arno, ma di differii la per ora fui motivo del poter riufeir di troppo difpendio, e for:e infoffribile da que’ foli, che vi poffedono: onde potrà etter tenuta prudente rifoluzione il far intanto le operazioni non fuper-tiue , quelle cioè, o che avrebbero a precedere , o da andar infieme con la fuddetta mafììma operazione delle colmate. Nel cafo nottro dunque, e nel prefente (lato d’altezza, o battezza, che dir fi voglia, di quelle campagne, debbonfi porre in campo i rimedi