19o Discorso quella di S. Niccolò, c quefta anche quand’ella non folTc fiata mai fol-lcvata : ma ella fi è pofta oggi più alta otto braccia ; adunque, dopo eflèrfì ripieno in forma d’un fecondo prifma, o bietta rivolta al con-trario, quel voto fra’1 piè ¿ella pefcaja di S. Niccolò fin alla fom-mità del predetto alzamento di pefcaja della Vagaloggia, fopra di efla feconda bietta fc ne farà creata una terza, rivolta col groflò alla pefcaja di S. Niccolò, e collo- fmuflò terminante alla fommità dell’ altra di iotto: anzi tal ingrofl'amento di terza bietta fi farà fatto tanto maggiore a proporzione di quel della detta bietta lafciata fra la Vagaloggia , e’1 Callone, quantochè in quefto tratto Arno fcorre affai più fgravato di materie graffe, che fra quefte due noftre pefcaje di Firenze : ficchè colle fteffe ragioni di chi nega il riempimento del fiume qui dentro di neceffità fi conclude, eh’ e’ fi riempie. Ma chi farà così poco accorto, il quale al folo fentirfi dire, che il letto dentro Firenze fi fia alzato, perchè prima fia' fiata alzata quefta pefcaja d;lla Vagaloggia, non argomenti fubito un neceffario, e naturale riempimento di tutto ’! letto d’Arno ? Elfendochè non altro che quefto ripieno dalla parte di fotto, il quale riduceva immacinanti i mulini, poteva dar im< pulfo a quell’ artifiziale alzamento ; onde non potendo negarti la ripienezza di fotto, quella di fopra ancora dovrà concederfi. Fra tali anguftic di dover confefTarla mi fento di nuovo obbiettare , che a tal ragguaglio il rimanente canale verfo Signa dovrebbe a queft’ ora vederfi fuperiore, o al pari della pianura, per dove e’ pafTa. Qui parimente io rifpondt), che ciò è anche veriffimo; ma fol però di quel Paefe mantenuto difefo con argini da’ trabocchi d’ Arno , effen-dochè poco più alto del piano di quefto fi trovi in oggi il Paefe di Brozzi, di Quaracchi, di Lecore, di Mandri , di Vellari, dell’Orman -noro, e d’altri luoghi all’intorno, fopra a’quali non pofiòno eftender-fi i fopraddetti trabocchi, fe non in cafo o di firaordinariffime piene, o di rotte de’ medefimi argini , o per mancanza delle porte de’ loro fcoli, deftinate a impedire i ringorghi del medefimo fiume. Non così è avvenuto de’ terreni confinanti ad Arno pofti fra effo, e gli argini , i quali partecipando fpeffo delle depofizioni delle piene, che vi formontano, fi fono andati anch’eifi alzando in parte, e colmando, e per