di Vincenzio Viviani. 139 dj più focili, c praticabili, che a mifura delle forze porfòno almen trat-tenere i mali maggiori, e fien di qualche prefervativo dal cader così prefio negli ultimi precipizi, ed abbiano per oggetto di ridurre primieramente la Città di Pifa con le fue campagne non tanto obbligate a dif.-nderfi coll’alzamento degli argini, e de’ rmiricciuoli, nè cosi fottopo-fte al timore de’ trabocchi dell'ordinarie maflìine piene d’Arno, come dicefi eflere fiate foggette da quindici, o venti anni in quà, non gii, a creder mio, per l’aggiunta di nuova caufa, ma per lo concorfo di tutte le folite infierne, e ciafcuna in fe medefima augumentata. Or dopo aver io in quefto, ed in altri tempi riconofciuto quali tutto il Paefe, e fentico non folo a parte, che d’ avanti al Conte della Gherardefca, General Commirtario per 1’ A. V. in quefto Stato di Pifa , c premurofiflimo in tali affari, le prudenti rifleifioni di efiò, del Cava-lier Gafparo Leoli, dd Prior Orazio del Seta, di Giovanni Lanfranchi, con ciò, che ha voluto rapprefrntare il Capitan Santini, Ingegnere, e quanto s’è potuto ritrarre dal Provveditore Lanfranchi, e da’ fubordinati Miniftri dell Urti-io d;’ Fofiì, e da altri, che hanno cognizione di quelle materie; farei di parere, che tralafciando per ora l'ufo del folito trabocco alla Fomacetta, come che io lo reputi tanto inutile alia Città di Pifa, quanto è dannofo alla pianura del Val d’Arno, e differendo di trattar dell’altro alle Bocchette, già è gran tempj difmefto; ficcome fofpendendo la propofta efeavazione del foifo d’Arnaccio, e di far adeffo l’univerfale addirizzamento del fiume nelle fvolte, che fono fra’1 Catione, e Pifa, parmi, dico in riftretto, che per aderto, oltre alla foprac-cennata riduzione di tutti i canali , o fcoli delle pianure , fi poteftero porre ad effetto nel fiume d’ Arno tutte le operazioni, che con fua ag-giufiata relazione efpone ora al’A. V. S. Cornelio Meyer, cfpertiftimo Ingegnere Olandefe , fatto venir quà da Roma a tal effetto, e col quale di coinand mento di V. A. mi fon trovato ultimamente alle vifite, ed all’efame del tutto, concorrendo interamente alle quivi dichiarate Propofizioni, confidenti in primo luogo in voltar l’ufcita d’Arno a sboccar in mare per quel iìto più opportuno, e più breve, con quella direzione di taglio, o canale, ch’egli reputa più propria, ed a quel vento ftimato da efio il men nocivo, ficcome per que’ modi , e con quei ripari