320 Mtsura dell’Acque correnti e fi divida pel Corollario II. della Propofizione VI. nelle parti, che abbiano la medefima proporzione di L ad M, e di M ad N, e fiano AEG, EFXG, F B K X, e fia la divifione fatta per le femior-dinate E G, F X, le quali convengano coH’afTe ne’ punti E, F, e per efli fi tirino E H, F I parallele all’una, o all’altra A C, B D; dico, che l’acqua per A H all’acqua per E I avrà la medefima proporzione, che L ad M , e che l'acqua per E I all’acqua per F D avrà la medefima proporzione di M ad N , o di O a P. Concioifiachè AEG, EFXG, FBKX fono il complerto delle velocità dell’acque, che partano per le parti della perpendicolare A E, E F, F B; faranno per la cofiruzione i compierti delle velocità delle parti legate A E, E F, F B fra loro come L, M, N; ma nel-Trtp. ult. le fezioni d’ eguale larghezza i compierti delle velocità fono fra loro co-•sinji». me le quantità dell’acque, ed è la medefima, o eguale la larghezza delle fezioni A H, E I, F D: adunque le quantità dell’acque per A H, E I, F D faranno fra loro come L , M , N; il che ec. Corollario. Da qucrta Propofizione fi fa manifefto, che, fe fi darà la proporzione, che ha l’acqua d’un canale influente all'acqua d’un canale recipiente, di cui parlammo all’ottava Propofizione, fi potrà ritrovare l’altezza, colla quale fcorre l’acqua del canale influente, o altr’acqua di mole ad erta eguale nella fnprrior parte della fezione; intorno al che fi è trattato nello Scolio dell’ottava Propofizione. Concioftìachè, fe fi divida la parabola iecondo la proporzione, che ha l’acqua influente all’acqua d’un canale recipiente, laià l’arte della parabola fegata alla cima, v. gr. A E, l’altezza ricercata; e qutfta necefiariamente ne’ canali orizzontali fempre è maggiore dell’eccerto dell’altezza ricrefciuta fepra alla prima, perchè ricreJciuta P.altezza, crefce ancora la velocità dell’acqua fra E, e B, e l’altezza diminuifee fecondo la proporzione dell’aggiunta velocità; ma il decrefcimento della primi altezza è compenfato dall’altezza A E, la quale ertèndo fempre maggiore, ferma l’eccedo, intorno al quale fi e trattato nella Propofizione Vili. Vedi ciò, che fi è notato alla Propo-fizionc X. Libro I. PRO- ( r > (