a74 Mentre per tal modo mutavasi lo stato d’Italia, e Carlo tornava in Francia, lasciando il figlio Pipino a reggereil novello suo regno,ed a combattere alcun valoroso longobardo duca, le isole Olivolo, Rivoalto, Dorsoduro, Rupio ed un’altra, erano tanto cresciute in gente ed in agiatezza, che da alcun tempo mal sopportavano di non essere decorate di sede episcopale e di essere soggette a quella di Malamocco. Doge Maurizio, conosciuta giusta tale querela, convocò 1’ assemblea, nella quale fu decretalo di rappresentarla a papa Adriano, perchè fosse instiluito episcopato per queste cinque isole; ed acconsentita da Adriano l’inchiesta, si tenne concilio clericale e laico, presieduto da Maurizio e dal patriarca di Grado; e secondo ecclesiastica disciplina di que’dì, fu eletto primo vescovo Obelerio, figliuolo di Encagelo, tribuno di Malamocco, e fu statuito sedesse in Olivolo, che poi fu detto isola di Castello; onde il prelato fu detto vescovo di castello, o castellano, illustrato di privilegio da papa Adriano. Perchè il merito può molto sopra gli animi, e seco trae ilsentimento di doverosa ricompensa,i Veneziani ■volentieri fecero la brama di Maurizio, d’ avere suo figlio Giovanni a compagno sul seggio ducale. Ma tale colleganza, nuova nelle isole, conceduta ai grandi meriti di Maurizio, disegnante il succedituro, e veduta in tanti romani imperatori, fu poi in progresso di tempo dai succeduti dogi voluta o nel figlio o nel fratello, senza meriti e senza grazia di patrizii, ma per arbitrio di potestà; onde, per quella mala declinazione delle nmane cose, la convenevole condiscendenza divenne poi male politico. Maurizio godette d’ avere a compagno il figlio ne-