170 che erano passati dalla persecuzione al dominio, nella prima mela del secolo quarto, che il possedimento dei beni fosse dato con forma laicale; e che finanche i romani pontefici, eletti dal clero e dal popolo, non salissero il trono pontificale, se prima non fossero s'ati dall’imperatore confermati siccome abbiamo fatto vedere nel capitolo precedente. Statuite queste cose, i principali veneziani, adunati nella chiesa di Eraclea, correndo l’anno seicento-novantasette, elessero a doge l’aolo Lucio Anafesto, uno dei primi dell’ isola, acclamato dalla circostante moltitudine; il quale giurò di osservare il diritto, che l’assemblea si riserbava, di decidere nei casi di alienare beni o lagioni pubbliche, di fare, abolire, ori alterare leggi, e di statuire *'irca la politica costituzione dello stato (a). E gli antichi dipinti ci mostrano per segno del principato una mitra sul capo, alzata a forma di piramide,di colore purpureo;forma,nel volgere del tempo mutata in un corno largo a ricevere la testa : poi splendente d’ oro e di gemme; aurea fascia cingeva la fronte, ed un monile il collo del doge; magnifica toga faceva maestosa la persona, e sandali oolorati vestivano i piedi. L’ elezione di questo primo doge s’accompagna ad un fatto, il quale da una parte dimostra che gl’ imperatori di Costantinopoli non aveano effettivo dominio sulle isole, e dall’altra, tanto essere stato negli a-ni 111 i quello dei papi in generalità, fino a rendere la (a) Giovanni Antonio Moauo, Del governo amico della repubblica di f'enezta, * dell* alterazioni t regolazioni falle in tua.