Saggio di riforma della costituzione dello Stato pontificio. 459 Già ai 31 di gennaio del 1559 aveva luogo una completa riorganizzazione del consiglio distato istituito nell’ottobre 1557. Alla sua testa vennero posti i cardinali Scotti e Reumano oltre al vecchio e disinteressato Camillo Orsini, mettendosi loro a lato distinti prelati, come Aloisio Lippomano e Ugo Boncompagni. Il papa nominò segretario il vescovo Angelo Massarelli. L’Orsini, energico quanto capace, s’accinse tosto a purgare l’amministrazione dai parassiti napolitani, che il Cardinal Carata aveva allogato in tutti gli uffici. La maggior parte di questa gente era matura per un esame criminale.1 Addì 17 febbraio Paolo IV ricevette nella Sala di Costantino i senatori di Roma e i rappresentanti dello Stato pontificio. A questa raccolta di circa cento individui egli tornò a confessare apertamente gli errori da lui fino allora commessi. Incapace per la sua tarda vecchiaia di portare da solo i pesi del governo, ognora affatto ignaro delle cose finanziarie, avere lasciato governare troppo liberamente i nepoti, che poi avevano deluso nel modo più vergognoso la sua fiducia. Ora però essere illuminato sulla loro abiezione e volere cambiare radicalmente : gli intervenuti perciò gli presentassero senza paura i loro lagni; ciò che avvenne nel modo più fruttuoso. Saputo l’importo delle nuove tasse, esclamò irritato: « Cari figliuoli, nulla io so di tutto questo, ma non vi meravigliate perchè questi scellerati nepoti mi hanno tenuto chiuso nelle stanze e mi facevano sapere soltanto ciò, che credevano bene ». Onde dimostrare la sua buona volontà, dichiarò revocata una parte delle nuove tasse. I romani, che già nell’ottobre del 1555 avevano deliberato di erigere una statua onoraria al papa sul Campidoglio, ora la munivano d’una iscrizione relativa.2 Nel corso del mese di febbraio il consiglio di Stato intraprese un completo rinnovamento nella classe degli impiegati pubblici in Roma, venendo nel mese seguente la volta delle provincie. Tutte le creature dei nepoti dovevano qui pure sostituirsi con impiegati nuovi e sicuri. Avanti tutto furono cambiati i vice-legati, ciò che in più luoghi avvenne in forma affatto straordinaria. Così ad es. il nuovo governatore, Giambattista Castagna, arcivescovo di Rossano, giunto a Perugia a tarda notte, senz’aspettare il far del giorno, convocò tosto il consiglio, gli presentò le credenziali, lo fece giurare e mise in prigione il passato governatore. Dappertutto anche gli impiegati inferiori nell’amministrazione vennero 1 Cfr. l’esimia trattazione di Susta, Der Versuch einer Verfassungsreform im Kirchenstaat unter Paulus IV. in Mitteil, des Österreich. Instit. vol. supplem. VI, 557 s. 2 Vedi Massarelli 330 e la * relazione di Gianfigliazzi del 18 febbraio 1559, usata da Ancel, Disgrâce 44. Sulla statua sul Campidoglio, opera di Vincenzo de’ Rossi v. le deliberazioni in data XVI Cai. Od. 1555 e V Cai. Nov. 1558 in Cod. G.-III-58, p. 231 s. della Biblioteca Chigi; cfr. inoltre Rodocanachi, Capitole 111 e Lanciaxi III, 206.