— 18 — Ocrorreva però che almeno la Legione fiumana fosse pronta a dare man forte alla colonna dei liberatori, c che tutto il popolo di Fiume insorgesse. I sette ebbero contatti frequenti col Capitano Ho«t-Venturi comandante della legione Fiumana, con Antonio Grossich, Presidente del Consiglio Nazionale, e col Podestà Riccardo Gigante. D'Annunzio dette il suo assenso pieno, risoluto, definitivo, fissando per la impresa la notte dal-P 11 al 12 settembre in memoria della beffa di Buccari. I volontari fiumani eran pronti : Host-Vcnturi aveva dato tutte le disposizioni, mentre il capitano Conighi della legione fiumana, aveva già assicurato il concorso dei volontari triestini che a un’ora stabilita avrebbero dovuto unirsi sulla strada di Opcina, al battaglione dei granatieri. E l'azione si rendeva ornai indifferibile, anche perché reparti di polizia inglese dovevano occupare Fiume al più presto. L’ 11 settembre alle ore 14, Gabriele d'Annunzio su una lancia deU'Ammiragliato, lasciò la Casa Rossa a Venezia ove abitava per recarsi a S. Giuliano ove lo attendeva l’automobile. Egli era arso tuttora da una fortissima febbre che da qualche giorno lo teneva a letto, indebolito e dolorante : ma lo spirito fervido e pronto aveva vinto la materia e la volontà eroica aveva superato il dettino. Prima di partire, egli dette il primo annunzio al grande compagno — Renilo Mussolini — che rimaneva al suo posto di combattimento del Po'