— 203 — XXXXIV. Il Legionario non può dirsi compiuto se non sia esperto : nel correre ; nello spiccar salti ; nello scagliar pietre ; nel levare pesi ; nel fare ai pugni ; nel lottare ; nel remare ; nel nuotare ; nel cavalcare qualunque cavalcatura ; nel montare su qualunque albero o trave ; nel superare muri e cancelli ; nell’erpicarsi fino a una finestra, a una grorda, a un tetto, a un fumaiolo ; nel gettarsi giù dall’altezza più disperata ; nello spalancare una porta con un colpo di spalla ; nell’ intraprendere con le mani e coi piedi la più ripida delle rocce ; nel salire e nel calarsi per ima fune ; nel passare attraverso le fiamme salvo ; nell’assottigliarsi per passare attraverso spiragli e fenditure ; nel raggomitolarsi per restar dentro al più stretto nascondiglio in agguato ; nel fischiar forte e nel variare il fischio per segnali ;