I Gesuiti ili Francia e nei Paesi Bassi. 145 putata facoltà. La Compagnia di Gesù, così egli, durerà ancora a lungo e così parimenti l’università di Parigi: non è bene quindi aumentare di vantaggio e perpetuare il contrasto mediante una risposta diretta.1 II suo piano era di farsi dare da tutti i luoghi, ove operavano Gesuiti, testimonianze di principi ecclesiastici e civili come pure di università, di presentare tutto al papa, della cui autorità trattavasi in questo negozio, e poi di aspettare chi fosse più petente, se il decreto parigino o il giudizio di tutto il mondo. Simili attestati vennero fatti in gran numero dai più ragguardevoli personaggi, fra altri dal re portoghese Giovanni III, dal viceré di Sicilia, dalla duchessa di Toscana e di Ferrara, da molti vescovi, dalle università di Ferrara, Vallado’id, Coimbra e Lovanio, dagli inquisitori di Ferrara, Firenze, Evora e Saragozza.2 Ma non fu neanche necessario far uso di questi documenti. Allorquando il cardinale di Lorena venne nel 1555 a Roma per concludere un’alleanza poetica con Paolo IV, trovaronsi nel suo seguito quattro dottori parigini, fra i quali anche l’autore del decreto del 1° dicembre 1554. Ora tra questi dottori e quattro dei più dotti Gesuiti fu organizzata sotto la presidenza del cardinale di Lorena una pacifica discussione sul decreto, il cui risultato si fu, che il cardinale decise a favore dei Gesuiti e i dottori confessarono il loro errore. Una breve confutazione in iscritto del decreto, composta dal gesuita Olavs, che era egli pure dottore della facoltà parigina, corroborò di vantaggio l’effetto di quella conferenza romana. In breve il decreto del 1° dicembre 1554 andò in dimenticanza, quantunque non venisse mai formalmente abolito. Vivente ancora il Loyola, l’Ordine non ottenne in Francia che un collegio, a Bilioni nel 1556.3 La città era soggetta anche in civile al vescovo di Clermont, che dotò il collegio coi suoi beni privati. Qui pertanto non fu necessario il riconoscimento regio.4 Difficoltà eguali come in Francia si opposero all’introduzione dell’Ordine nei Paesi Bassi.6 Là pure non potevano aprirsi collegi fintantoché la Compagnia di Gesù non fosse riconosciuta dal governo: ora si appalesò cosa estremamente difficile ottenere questo riconoscimento. Carlo V era prevenuto contro il nuovo Ordine, e, recatosi l’imperatore in Ispagna, ci fu pur sempre da contare sull’opposizione del Granvella e di Viglius van Zwichem, gli uomini più influenti del paese. Van Zwichem sollevò molte difficoltà: in particolare egli era d’idea che non si potessero ac- 1 Mon. Ignat. Ser. 4 I, 216 (Gonçalvez al 17 febbraio 1555). 375 s., 426. 2 Stampati in Acta Sanctorum. lulii torn. VII, introduzione alla vita di S. 1-l'UHzio § 47, 48. 3 Fouquetray 175 ss. Mon. Ignat. Ser. 1 XI, 366. 4 Epi st. mixtae V, 725. Epist. Broeti 184. 5 (Delpi.aoe), Ij établissement de la Compagnie de Jésus dans Ics Pays-Bas, Bruxelles 1886. Astkain II, 366 ss. Pastor, Storia dei Papi, VI. 10