12 Giulio III. 1550-1555. Libro I. Introduzione. avrebbero fatto uso alcuni cardinali a favore del Pole, quand’ecco, forse onde frapporre un ostacolo al Pole temuto dai cardinali mondani per il suo zelo riformativo,1 prima della votazione del dì seguente venire proposta la questione, se per il successivo accesso diventasse invalida la scheda data in antecedenza dall’accedente. Dopo lunga discussione si ottenne l’accordo mediante la risoluzione, che anche per quel giorno non si dovesse ammettere l’accesso successivo. 2 (Ciò non ostante in detto dì, la mattina del quale il partito imperiale era stato rinforzato dal Cardinal Pacheco, 3 i voti del Pole salirono a ventiquattro. Spaventati, i francesi riferirono a d’Urfé che, ove egli non escogitasse una mossa adatta, non poteva impedirsi l’elezione in senso imperiale. D’Urfé recossi alla porta del conclave e a mezzo del maestro delle cerimonie fece notificare che i cardinali francesi erano già in Corsica e arriverebbero fra breve ; qualora non li si aspettasse fino al termine della settimana, il re francese non potrebbe riconoscere l’elezione. In realtà d’Urfé, come dice egli stesso, non aveva notizia alcuna dalla Corsica e tuttavia due ore dopo ricomparve ripetendo dinanzi a sei cardinali la sua protesta e minacciando uno scisma.4 Ore agitate seguirono adesso nel conclave. La protesta del d’Urfé ebbe come conseguenza che gli imperiali deliberarono di non aspettare la prossima mattina, ma di riconoscere come papa il Pole la notte istessa senza votazione formale e mediante omaggio generale.5 Con sommo zelo essi lavorarono per guadagnare il numero necessario di aderenti. Di fatto erano arrivati già sì avanti, che il Pole ricevette l’avviso che presto i cardinali si troverebbero nella sua cella e gli presterebbero l’omaggio come a capo della cristianità. Ma dall’altra parte i francofili adoprarono tutte le forze per impedire quell’omaggio e riuscirono difatto ad attraversare il piano degli imperiali. Le discussioni e le trattative durarono fino a notte inoltrata nei corridoi del conclave; era già passata la mezzanotte e nessun cardinale si era ancora ritirato nella sua cella.6 Nella generale eccitazione Pole non perdette la sua posatezza. Non volle saperne d’elevazione per via di omaggio dei cardinali 1 Scip. Gabrielli addì 1° dicembre 1549 * notifica : Pole è molto cattolico, vuole la residenza dei vescovi e la presenza dei cardinali in Curia ; quando viveva Paolo III egli ha detto che dovrebbero abolirsi gli « offitii » (Archi» vio di Stato in Siena). Cfr. Muzio, Lettere 109. 2 Massarelli 41. 3 Ibid. 42. Mendoza avevagli mandato incontro un corriere per esortarlo ad_affrettarsi al possibile (Legaz. di Serristori 217). Egli giunse in conclave «più morto che vivo ». Dandolo presso Brown Y, n. 596. 4 D’Urfé al re il 6 dicembre, 1549, presso Ribier II, 254 s. ; cfr. Muzio, Lettere 116. 5 Massakelli 42 s. 6 Ibid. 43.