Concistoro del 18 dicembre 1555. 425 Sacro Collegio. Senza curarsi di tutte le pretese della politica mondana il papa respinse le preghiere avanzate dagli ambascia-tori, veneto, imperiale e francese.1 Ed anche ai desiderii dei ne-poti2 egli non rivolse attenzione alcuna nel campo ecclesiastico. Ciò che più sorprende si è che quantunque precisamente allora tutta la politica temporale di Paolo IV si fondasse sull’alleanza colla Francia, rimasero trascurati tutti i candidati raccomandati dalla parte di Francia. Nessuna meraviglia che parimenti non venissero esaudite le preghiere presentate dai cardinali imperiali Alvarez de Toledo, Truchsess e Morone. Nessuno sapeva su chi cadrebbe l’elezione.3 Da principio il papa s’espresse soltanto in frasi del tutto generali.4 Nel concistoro del 18 dicembre Paolo IV comparve con visibili segni di eccitazione: i suoi occhi schizzavano fuoco, dice l’inviato estense.5 Al decano du Bellay il papa disse che non avrebbe concesso udienze prima che cominciasse il concistoro e quando, tuttavia, volle ottenerla il cardinale Alvarez de Toledo, venne respinto in modo offensiva. Dopo che i cardinali ebbero preso posto, il pontefice colla sincerità senza delicatezza che gli era propria espose i principii suoi circa l’aumento del Sacro Collegio e disse come fosse venuto a sua notizia avere alcuni cardinali detto, ch’egli non doveva nominarne più di quattro nuovi, per la ragione che ciò contrastava colla capitolazione elettorale da lui firmata. Con lunga esposizione, appellandosi alla Sacra Scrittura ed alle sentenze di provati canonisti, egli dimostrò in contrario, che non era lecito limitare in tal modo i pieni poteri del capo della Chiesa, alla stessa guisa che anche altre persone non potevano venire obbligate a mantenere le loro promesse, quando nel correre del tempo apprendessero che ciò fosse svantaggioso al bene comune. Qualora qualcuno di essi temesse la scomunica, egli ne lo assolveva. Egli poi, capo della Chiesa, intendeva di fare uso del suo diritto di nominare cardinali senza tollerare contraddizione, poiché i membri del Sacro Collegio non avevano voce decisiva, ma solo consultiva. I cardinali toccati già da questa dichiarazione dovettero sentire anche cose più forti. La necessità - così Paolo IV - mi obbliga a chiamare altri membri nel senato della Chiesa per la ragione che 1 Cfr. il * breve a Carlo V del 24 dicembre 1555, con cui Paolo IV giustifica il non aver preso in considerazione il desiderio dell’imperatore. Arm. 44, t. 4, n. 309. Archivio segreto pontificio. 2 Cfr. in proposito la * relazione di Navagero del 14 dicembre 1555. B i-blioteca Marciana in Venezia. 3 Cfr. le relazioni degli inviati di Venezia, Ferrara e Firenze presso Ancel, V action ré forni. 7. 4 Sui precedenti della promozione v. ora Ncmcial. II, 274 s. 5 Vedi Ancel loc. cit. 8, n. 4.