Paolo IV contro i nobili sospetti. 371 contro Paolo IV. I Colonna ed altri baroni sospetti, come Giuliano Cesarmi, ricevettero l’ordine di non lasciare la città.1 Non sfuggì a Paolo IV a quale difficile impresa s’accingeva col suo procedere contro congiunti ed attenenti dei Colonna e degli Orsini, i re della Campagna. Per andar sul sicuro, impose la consegna dei castelli, che quelle famiglie possedevano nei dintorni di Roma. Mentre gli Orsini si sottomisero e consegnarono Bracciano, i Colonna, fidando nella protezione dell’imperatore, si rifiutarono di accogliere truppe papali. Così anche questo potente casato ghibellino venne avviluppato nella lotta del papa cogli Sforza. Marcantonio Colonna, che parimenti avrebbe dovuto venir carcerato, voleva trincerarsi in Paliano, ma da ultimo non osò resistere e prese la fuga. Contro di lui come contro il padre Ascanio furono emanati monitorii per parecchie violenze loro imputate e, quando non comparvero, una sentenza di contumacia, giusta la quale vennero loro tolti i beni, sentenza, che subito dopo si eseguì colla forza delle armi. Truppe pontificie occuparono Paliano, Genazzano ed altri castelli. Tutti gli aderenti al partito imperiale, coloro pure, contro i quali esisteva meramente un sospetto, furono dimessi dal servizio pontificio, sorte, che colpì persino alcuni congiunti del papa.2 Per quanto riguarda Sua Santità, annunciava tronfante ai 31 d’agosto il Cardinal Farnese, il dado è gettato. Ora si tratta di attendere e vedere, come gli imperiali intenderanno continuare il loro giuoco. Un relatore mantovano anzi in una lettera del 1° settembre opina, che non ci sarebbe mancato molto, che venisse imprigionato anche l’ambasciatore di Carlo V.3 La tensione coll’inviato imperiale fu proprio allora accresciuta perchè egli si rifiutò di consegnare tre castelli dei Colonnesi, che egli aveva presi in amministrazione coercitiva a causa di una lite pendente fra essi e il principe di Sulmona. Contemporaneamente vennero intercettate lettere dell’Alba, in cui questi si esprimeva per la ritenuta dei navigli rubati, dovendosi trattar un tale 1 Vedi Massarelli 279-280 ; Caro-Farnese III, 57 s. e Rnsss 38 s., il quale a ragione rigetta la notizia che Santa Fiora sia stato colto all’iniprovviso ; parimenti Nonciat. II, 261, n. 1 (relazione di Serristori). Cfr. anche Docum. ined. II, 448 e * Diario di Cola Colline Romano, diffuso in molte copie, ad es. nella Biblioteca Corsini Cod. 128 (vedi Làmmer, Zur Kirchengesch. 143), nell’A rchivio Capitolino XIV, 7 e nella Biblioteca Chigi N. II 32. Ebbi innanzi la copia della Biblioteca Chigi. C. Coleine è ricordato in Forcella V, 253. 2 Vedi Massakelli 280 s. ; Bromato II, 300, n. ; Cocciola, Farnesi 118; cfr. anche le lettere di Marcantonio Colonna in Delizie degli eruditi bibliof. ital. VII, Firenze 1865 e Gori, Archivio I, 221 s. Gli * atti del processo contro M. Colonna sono nell’A rchivio Colonna in Roma. 3 * Lettera di Ippolito Capilupi nell’Archivio Gonzaga in Mantova.