Maria la Cattolica. 575 tina, — ma a lato d’una immacolata purezza di costumi, addimostrò in particolare una grande bontà di cuore. Colle sue dame di corte per svago recavasi volentieri incognita nelle capanne dei poveri, informandosi dei loro bisogni e soccorrendo dove poteva.1 Ma come la migliore, così essa è anche la più infelice fra le principesse sul trono inglese. Prescindendo dai suoi primi anni infantili, la sua vita non fu che una catena di sofferenze e di profondo affanno dell’anima, che prematuramente distrusse la sua salute corporale. Donzella adolescente dovette esser testimone della umiliazione della madre amata e della passione adultera del padre. Sotto il governo d’Edoardo soffrì persecuzione da mano fraterna: salita contro l’aspettazione sul trono, si vide abbandonata da uno siposo da lei idolatrato, avvolta in macchinazioni dalla sorellastra, minacciata nella vita da congiurati, ai quali aveva donata la vita. La sua popolarità andò scomparendo sempre più, non si avverò la sua speranza di un erede del trono ardentemente desiderato: persino nel campo, al quale erano dedicate tutte le sue cure, si trovò coinvolta in lotta col papa, di cui aveva difesa l’autorità coi maggiori sacrifizi, e dovè temere che in pochi anni andasse nuovamente in fumo l’intera opera sua. Persino dopo morte essa è ancora condannata a circolare nelle narrazioni della storia par-tigiana siccome un fantasma sanguinario. Non ostante tutto ciò, la vita di Maria non fu però inutile. Sulle condizioni religiose dell’Inghilterra essa ha esercitato una influenza profonda. Prima di lei la posizione dei cattolici non era decisa e chiara: essi la-sciaronsi sempre più opprimere ed erano giunti allo scisma e alla eresia, quasi senza accorgersene. In questo gli avvenimenti sotto Maria operano un cambiamento: dopo il suo governo la Chiesa cattolica d’Inghilterra conta martiri e confessori in gran numero. Maria ha esercitato influenza all’infuori altresì della Chiesa cattolica. Se Elisabetta non potè osare di stabilire semplicemente il calvinismo in Inghilterra, se oggi pure il protestantesimo inglese ha un carattere, che per molti rispetti ricorda idee cattoliche, ciò va fatto risalire non da ultimo a Maria, la quale arrestò la sparizione del pensiero e sentimento cattolico in Inghilterra. Subito dopo la ¡morte di Maria l’arcivescovo' Heath di York come lord cancelliere comunicò alla Camera alta il decesso della regina e conforme allo statuto del trentesimo anno di governo di Enrico Vili designò la figlia di costui, Elisabetta, legittima erede del trono. Senza contraddizione la medesima venne riconosciuta per tale. Il giubilo, con cui il popolo salutò la nuova sovrana, fu tanto più vivo, perchè nessun inglese voleva saperne della successione al trono di Maria Stuart, maritata col Delfino di Francia, 1 H. Clinton, Life of Jane Dormer, Duchess of Feria, ed by Estcotjrt and Stevenson, London 1887, 64 s.