I monumenti a S. Pietro in Montorio. Artisti impiegati da Giulio III. 247 diede i piani il Vasari,1 ma anche Michelangelo fu chiamato a consiglio. Per le figure dei sepolcri Vasari aveva proposto Raffaello da Montelupo, che Michelangelo rifiutò; in seguito a che esse vennero eseguite da Bartolomeo Ammanati, al quale si attribuiscono pure le massicce figure di fanciulli nella balaustrata della cappella. Le pitture della volta sono di Vasari, che fece anche il quadro dell’altare rappresentante Anania che battezza l’apostolo Paolo. I due sepolcri si stanno di fronte e sono eseguiti simmetricamente con eguale costruzione: sopra un solido basaménto sorge il sarcofago colla figura sonnecchiante del morto : nelle nicchie sopra i sepolcri stanno le statue della Religione e della Giustizia. L’iscrizione per il cardinale affermante che colla sua morte la Chiesa aveva come perduto il padre, suona bensì ampollosa, ma la riconoscenza di Giulio III vi trova un’eloquente espressione. Sebbene non senza difetti, questo sepolcro di famiglia ricorda tuttavia un tempo migliore e produce un’impressione affatto dignitosa.2 Oltre Ammanati, Vasari e Zuccaro, Giulio III occupò numerosi altri artisti. Dei pittori siano ancora rilevati Giovanni da Udine, Daniele da Volterra, Girolamo da Carpi, Pietro da Imola.3 Non ostante varii segni della decadenza, una animata vita artistica regnava allora in Roma, dove come per l’addietro continuarono a peregrinare eziandio numerosi settentrionali, in ispecie pittori neerlandesi. Per molti la dimora in Roma fu fatale, perchè per un lato non rimasero sciolti dalla maniera dominante e per l’altro vennero a trovarsi in società sbrigliata. Parecchi invece, come ad es. Antonio Mor, il pittore di corte di Carlo V e di Filippo II, dalla loro dimora in Roma trassero grande vantaggio e là diventarono distinti coloristi. Jan van der Straet di Bruges, l’amico di Vasari, eseguì pitture in Vaticano dal 1550 al 1553.4 1 Cfr. il suo disegno nel Louvre a Parigi, che verrà pubblicato da E. Stein -mann. Qui anche l’iscrizione sepolcrale, ora scomparsa, per Fabiano del Monte. 2 Cfr. Vasari VII, 226 s,. 229 s.. 231, 235, 693 ; Forcella V, 254 ; Nibby, Roma I (1839), 589; Kallab 84, 86, 87, 89; Thleme, Kunstlcrlexikon I, 414; Reumont III 2, 724; Escher, Barock 116. Nel luglio 1554 Ammanati ricevette il resto del pagamento «della scultura della cappella del card. Montalto ». * Tntr. et Exit, nel Coti, Vatie. 10606 della Biblioteca Vaticana). A S. Pietro in Montorio trovò la sua tomba anche il cardinale Fulvio della Corgna (vedi For-oeixa V, 260). In modo affatto simile il Cardinal Ricci si eresse il proprio sepolcro nella cappella di fronte a quello del del Monte: vedi Forcella V, 25.4. 3 Cfr. Vasari VI, 478 ; Kallab 84, 86 ; Atti Moderi. Ser. 3 I. 83. Pagamento per Pietro da Imola in * Exit, al 29 aprile 1551. Archivio di Stato in Roma. 4 Cfr. Bertolotti, Artisti Belgi e Olandesi a Bornia nei secoli XVI e XVII, Firenze 1880, 46 s., 51 ; V. v. Loga in Jahrb. des ósterr. Kaiserhauses XXVII, 96 s. ; IIoogewerff, Nederlandsche Schilders in Italie 142 s., 155 s.