Lavori al concilio prima della terza sessione. 77 venne esaminata minutamente anche la questione del calice per i laici e della comunione dei fanciulli.1 Discusse e illuminate per ogni lato le vedute dei novatori religiosi riassunte in dieci articoli, nella congregazione generale del 30 settembre fu istituita una commissione di otto prelati, i quali in una col legato dovevano opporre a dette vedute canoni redatti concisamente. Il lavoro della commissione arrivò ai 6 di ottobre alla congregazione generale e venne discusso nei giorni seguenti dai padri del concilio, che dopo ripetuti ritoccamenti approvarono undici canoni: due altri, già preparati, che trattavano della comunione sotto ambe le specie, vennero messi da parte, in seguito a desiderio deH’imperatore, in vista dell’attesa venuta dei protestanti. Conforme a una proposta del vescovo di Castellammare, in corrispondenza coll’importanza dell’oggetto, ai canoni venne premesso un decreto dogmatico sulla Santa Eucarestia in otto capitoli. Insieme a queste dogmatiche si trattò anche di questioni di riforma, che egualmente erano state in parte preparate ma non esaurite nel primo periodo del concilio. Una congregazione generale del 10 ottobre approvò per il giorno seguente la pubblicazione del decreto dogmatico sul santissimo sacramento dell’Eucaristia, degli undici canoni e d’un decreto di riforma, che in otto capitoli s’occupa principalmente dell’assicurazione dei poteri competenti ai vescovi, della loro giurisdizione, del render più difficile la loro citazione a Roma, del corso delle istanze nell’appello e simili cose miranti all’ordinamento dei tribunali ecclesiastici. Indi, dietro proposta del legato, si stabilì ancora, che si dovesse differire alla seconda prossima sessione da tenersi il 25 gennaio 1552 la definizione degli articoli messi da parte sul calice per i ¡laici e la comunione dei fanciulli, su che i protestanti desideravano di venire sentiti. Si approvò parimenti un salvacondotto per i protestanti presentato allora.2 Con inusitata solennità ebbe luogo l’il ottobre 1551 la deci-materza sessione, terza sotto Giulio III.3 Il vescovo di Majorca, Giambattista Campegio, fece il pontificale, l’arcivescovo di Sassari la predica ad onore del santissimo Sacramento dell’altare. Dopo di che si diede lettura del mandato di Gioacchino II, ¿Elet- 1 Cfr. Raynald 1551, n. 39 ; Le Plat IV, 258 s. ; Theiner, Ada I, 488 s. ; Massarelli 243 ; Pai.lavicini 12, 1 s. Cfr. Polanco II, 250, 253 e Astrain I, 552 s. (dove si corregge l’esposizione di Ribadeneira e di Orlandini) sull’autorità, di che godeva Lainez a Trento. Su M. ('ano a Trento v. Katholik 1880, I, 409 s. 2 Su queste trattative preparatorie cfr. Theiner Ada, I, 519 ss. e Palla-vicini 12, 5 s. Sul desiderio di Carlo V v. la relazione di Bertano da Augsburg del 29 settembre 1551 in Nuntiaturberichte XII, 85 s. Cfr. de Leva V, 254 ss. 3 Vedi Theiner, Ada I 530 ; Raynald 1551, n. 41 s. ; Vargas, Lettres, ed. Levassor 125 s., 168 s. ; Palla vicini 12, 9.