524 Marcello II e Paolo IV. 1555-1559. Libro II. Capitolo 5 6. del 1559 era più che mai disposto ad una risoluta difesa contro l’eresia,1 tentò di ridurre al silenzio l’opposizione comparendo inatteso il 10 giugno in parlamento, ma dovette esperimentare, che gli si resisteva fortemente. Se in modo prettamente gallicano per il passato era stata attaccata nel parlamento la Curia romana siccome causa di tutti i mali, ora esso si rivolse anche contro il re, la cui vita immorale offriva abbastanza punti d’attacco. Con chiara allusione Anne Dubourg esclamò : « Adulterio e libertinaggio vanno gloriandosi, ma chi vien condannato a morte? Coloro, il cui delitto consiste nell’avere messo a giorno la ignominia romana e neH’avere aspirato a una salutare riforma». Enrico II rispose facendo imprigionare Dubourg e indirizzando ai parlamenti e tribunali una circolare con l’esortazione a estremo rigore contro gli apostati dalla fede.2 Aspettavasi, che in un viaggio per il suo regno Enrico II avrebbe vigilato personalmente sull’esecuzione dell’ordine e che, alleato col duca di Savoia, imprenderebbe una spedizione militare per distruggere Ginevra, la capitale del calvinismo. Tutti questi progetti vennero annientati per la improvvisa morte del re che contava appena 42 anni e soccombette nel luglio ad una ferita riportata in un torneo. Due mesi prima i predicanti di undici comunità seguaci della nuova credenza eransi riuniti nel sobborgo di Saint-Germain e avevano composto una professione di fede ed una costituzione ecclesiastica, l’una e l’altra nello spirito di Calvino. 3 II numero degli aderenti al calvinismo, se dobbiamo credere all’ambasciatore veneto Soranzo, ascendeva allora già a 400,000.4 In tali circostanze il governo tutorio subentrato dopo la morte di Enrico II doveva prendere una piega particolarmente fatale per la Francia. Paolo IV temeva che esso si addimostrerebbe trascurato verso gli eretici, e gli propose come modello Filippo II.5 Pericoli non meno grandi che in Francia incombevano alla Chiesa cattolica in Polonia. Presso l’ultimo re iagellonieo, Sigismondo Augusto, la cui debolezza e incostanza facevano aspettare la peggio, era stato destinato già da Giulio III come nunzio il dotto, eccellente vescovo di Verona, Luigi Lippomano; Paolo IV 1 Cfr. Soldan I, 266 ss., ove sono messe ili chiaro disposizioni e influenza delia pace sul negozio religioso e viene provato, che non c’è stato un articolo segreto circa l’esterminio degli eretici. 2 Vedi de Meaux, Luttes relig. 56 ss. ; cfr. Soldan I, 277 s. e Ranke, Französische Geschichte I2, 187 s. Erroneamente Ranke fa comparire il re in parlamento già ai 10 di marzo. V. anche Aubert loc. cit. Ili s. 3 V. Realemyldopädie di Herzog III3, 784 s. ; VI3, 232 s. 4 Vedi Alberi Ser. 1 II, 409 ; cfr. ibid. Ili, 425 s. 5 Cfr. con Ribier II, 811, 815, la * relazione di B. Pia ad E. Gonzaga da Roma 19 luglio 1559. Archiv'io Gonzaga in Mantova.