Le cose della Chiesa in Polonia. 525 ne fece la nomina addì 13 giugno 1555.1 Lippomano, largamente fornito di lettere commendatizie del papa e del cardinale Farnese, protettore allora della Polonia, si mise in viaggio per Augs-burg, dove dalla fine di luglio al 7 settembre intervenne in missione straordinaria alla dieta dell’impero. Per la Polonia il papa aggiunse al nunzio il dotto gesuita Salmerón.2 II viaggio da Augs-burg a Varsavia durò trentadue giorni e di là altri quindici, finché alla fine addì 28 ottobre venne raggiunta Wilna, ove allora risiedeva il re polacco. In una lettera a Ignazio di Loyola il Salmerón schizzò un quadro perspicuo dei disagi del lungo viaggio e delle privazioni, alle quali furono esposti i viaggiatori. Chi ha percorso una volta questo paese - così egli - ha fatto penitenza per tutti i suoi peccati e guadagnata per soprassello un’indulgenza plenaria.3 Ammesso a Wilna in udienza dal re, il nunzio ne ottenne la dichiarazione, esservi due soli mezzi per provvedere allo scompiglio della religione nel suo regno: un concilio ecumenico, impossibile però date le circostanze del momento, o un concilio nazionale.4 ¡Secondo i prineipii cattolici un concilio nazionale non poteva decidere definitivamente su cose di fede: nelle condizioni di allora esso celava il pericolo che ne derivasse una chiesa nazionale indipendente e una completa apostasia dalla Santa Sede. Lippomano non trascurò di rappresentare la cosa al re e di chiedere, in luogo dell’indulgenza fino allora usata, rigorosa azione contro i novatori religiosi. Ma nei suoi colloquii colle persone influenti trovò «chiuse tutte le porte».5 Anche i vescovi difettavano di perspicacia e coraggio; sotto ogni aspetto le condizioni ecclesiastiche erano molto bisognose di miglioramento.6 Ad eccezione dell’egregio Hosio e del nobile Niccolò Dzierzgowski, arcivescovo di Gnesen, la maggioranza degli altri vescovi erano senza zelo nell’esercizio del loro uffizio, pieni di debole condiscendenza, alcuni anzi sospetti di inclinare alla novità religiosa.7 Fin dall’ 8 ottobre 1555 il papa 1 Vedi Raynai/d 1555, n. 56 ; ibid. n. 57-61 ; Theiner II, n. 662-664 ; Caro-Farnese II, 314 s., 326 8., 328 s. ; cfr. Dembinski, lìzym 191 ; Ehrenberg 69 s. ; v. anche L. Latinius, Lucubrat. I, 50 ss. e Hosii Epist. II, 597, 606. Sul Lippomano vedi anche Latjchert 570 s. 3 Vedi Polanco V, 177. Il 12 luglio 1555 Salmeron ricevette sciita, 60 prò itinere in regno Poloniae. * Inir. et Exit. 155-5. Archivio di Stato in Roma. 3 Salmeronis Epist. 130 ; cfr. Hosii Epist. II, 622. 4 Salmeron a Ignazio il 1° gennaio 1556, loc. cit. 132. 6 Ibid. 133 ; cfr. anche la relazione di Lippomano presso Dembinski, lìzym 191, n. 2. 6 Cfr. la relazione di Lippomano a Hosio del 1° giugno 1556 presso Cy-prian, Tabular, eccl. Moni. Prancof. 1743, 67 ; Hosii Epist. II, 713. 7 Cfr. Eichhorn, Hosius I, 205 ss. In particolare appariva sospetto Giovanni Drohojowski, vescovo di Leslau (Cuiavia) ; cfr. Ehrenberg 74. Su di lui, come sul vescovo di Cracovia, A. Zebrzydowski, il Lippomano interrogò