140 Giulio III. 1550-1555. Libro I. Capitolo 4 c. suiti, ma non potè rifiutarlo al figlio di uno dei suoi borgomastri, Giovanni Rethius, che s’era fatto dei loro. Il collegio delle Tre Corone si sviluppò molto rapidamente e diventò per la Germania all’incirca ciò che il Collegio romano era per l'intero Ordine, un semenzaio, che mandava dappertutto lavoratori.1 Insieme a Salmeron e Lejay il Canisio era stato mandato a Ingolstadt per tenere lezioni all’università, ma i nuovi professori non avevano che quattordici uditori, dei quali i più non possedevano la necessaria preparazione nè interesse per la religione e la scienza. Ben presto quindi Salmeron e Lejay vennero richiamati, rimanendo Canisio, il quale coll’istruzione privata a studenti, con lezioni e con zelo nella cura delle anime ottenne parecchi successi e si guadagnò nome. Data l’insufficiente istruzione preparatoria degli studenti il meglio sarebbe stato veramente un collegio ma le trattative iniziate nel 1555 non progredirono e perciò Ignazio chiamò i Gesuiti ingolstodtiesi a Vienna. Tre anni più tardi il Canisio venne richiamato per nuovi negoziati in Baviera e l’anno seguente si aperse il collegio.2 A Ingolstadt solevano studiare molti Boemi. I successi dei Gesuiti a queU’università come a Vienna svegliarono quindi nei cattolici boemi la speranza di potere coll’aiuto dei nuovi religiosi procurare alla loro patria l’istituto teologico mancante. A tal fine nel 1552 essi si rivolsero a re Ferdinando I, che tanto più volentieri aderì alla proposta in quanto che le condizioni in Boemia apparivano per la Chiesa ancor più disperate che in Germania. Là cattolici, utraquisti, fratelli boemi, luterani disputavansi il comando; non v’era in paese un vescovo, soggetti indegni ottenevano astutamente con ogni mezzo l’ordinazione sacerdotale aH’estero, lo stato clericale era spregiato, molte parrocchie vacanti, che poi venivano usurpate da predicanti protestanti, l’università era nelle mani degli utraquisti. Canisio trattò dal 1554 sull’erezione di un collegio da dirigersi dai Gesuiti: due anni dopo esso poteva venire aperto nel convento di S. Clemente a Praga.3 Quando lavorava per i collegi di Praga e Ingolstadt, il Canisio aveva la sua permanente residenza a Vienna, dove le condizioni delle cose s’erano svolte così perigliosamente, che a giudizio di Nadal senza l’attività dei Gesuiti la città intiera sarebbe già pas- 1 Duiir I, 33 s. 3Ion. Ignat. Ser. 1 XI, 200 ss. Klinkenberg, Das Mar-zellengymnasmm, Köln 1911. 2 Duhr I, 53 ss. Braunsberger I, 688 ss. Mon. Tgnat. Ser. 1 X, 535 ss. W. Friedensburg, Zur ersten Festsetzung der Jesuiten in Bayern 1548-1549 in Archiv, für Befwmationsgesch. 1912, 85-89. 3 A. Kroess, Gesch. der böm. Provinz der Gesellschaft Jesu I, Wien 1910, 3-36. Braunsberger I, 495 ss., 545 ss., 762 ss. Mon. Ignat. Ser. 1 VITI, 78 s.; X, 689 ss. Cfr. Schmidtmayer in Mitteil, für die Gesch. der Deutschen in Böhmen XLIII, 122 ss.