La controversia con Ferdinando I sull'impero. 541 non adatto ad (assumere la parte di protettore della Chiesa. Sa-pevasi molto bene a Roma, che Ferdinando aveva di recente mitigato il rigore delle sue precedenti disposizioni contro i protestanti e nominato vescovi in Ungheria e trasferitine in altre sedi, che non sollecitavano la conferma della Santa Sede. Più di tutto però Paolo IY faceva addebito a Ferdinando I, che tollerasse l’eterodossia del figlio Massimiliano.1 Tutto questo rende molto spiegabile che Paolo IV sempre ripieno di diffidenza e corruccio verso gli Habsburg, alla notizia dei fatti di Francoforte venisse in somma eccitazione : per lui non c’era dubbio ch’egli non poteva riconoscere una rinunzia, avvenuta in tal forma e per giunta unilaterale, all’impero il quale recava in sè molto determinati doveri verso la Chiesa promessi con giuramento. Egli era inoltre d’opinione che non gli fosse lecito tollerare la successione d’un uomo come Ferdinando I. Paolo IV non pensava ad esaminare tranquillamente i momenti, che facevano apparire non consigliabile di dare risalto in tutto il suo rigore al punto del diritto. Eppure era indubitabile, che in seguito al grandioso spostamento delle forze compiutosi nell’ultimo quarto di secolo a favore dei protestanti, nessuno nell’impero sarebbesi curato dell’opposizione della Santa Sede ai fatti francofordiesi e che invece, qualora il papa volesse escludere lo Habsburg del possesso già preso dell’impero, era da prevedersi, che i protestanti, non foss’altro per dispetto verso 1’ « anticristo » romano sosterrebbero con tutte le forze, anche colle armi, Ferdinando. Ma era chiaro, che Ferdinando doveva fare concessioni ancora più importanti ai protestanti, se aveva da andar debitore ai medesimi della conservazione del suo impero. Oltracciò a Roma sarebbesi dovuto considerare, che, per quanto pure avesse mancato, non poteva esistere alcun dubbio sui sentimenti cattolici personali di Ferdinando I. Era finalmente notorio, che tutte le concessioni di questo principe ai seguaci della nuova credenza erano intervenute unicamente sotto la pressione della più amara necessità.2 1 Cfr. i dispacci di Pacheco, utilizzati in Eistor. Zeitschr. XXXII, 266 e i pareri della commissione pontifìcia presso Schmid, Kaiserwahl 16 s. Una molto diffusa enumerazione delle eccezioni riguardanti Ferdinando in persona, che proviene dal Delfino, è stata pubblicata da Sickel (p. 30 ss.). « Si vede » - sentenzia Reimann (Paul IV. 32) « da ciò fra altro quanto bene Roma fosse informata sulle condizioni religiose dei paesi austriaci, sebbene da anni non avesse alcun nunzio permanente a Vienna ». Un riscontro alla relazione di Delfino è la * Belatio Aloysii Lippomani episc. Veron. quoad fidem nell’A rchivio Oraziani in Città di Castello, Istruz. L 241 s. Purtroppo il documento è senza data. 2 Cfr. sopra p. 534. Ferdinando s’era opposto con successo alla pretensione protestantica di non più obbligarsi nel giuramento dell’incoronazione alla tutela della Chiesa.