PODGORIZÀ 281 noscerlo. Sotto la Turchia, da un momento al- l’altro, un pascià governatore del vilayet, che avesse avuto bisogno di quattrini per sè o per il Sultano, poteva portar via ogni cosa : sotto il Governo montenegrino la proprietà è ga- rantita. Le accoglienze che in quei giorni il principe Nicola ricevette nella città turca furono non meno festose e cordiali di quelle con cui fu salutato al suo ingresso nella città cristiana: si videro sulle porte delle case parecchie donne turche velate alzare dapprima il velo per curiosità e poi salu- tare inchinandosi. Il Console turco che da molti anni risiede in questa località e che è sempre stato nei migliori rapporti con le autorità mon- tenegrine, fu il primo a farsi innanzi per osse- quiare i Principi, e la sua piccola palazzina sulla quale sventolava una grande bandiera con la mez- zaluna, alla sera, era la meglio illuminata. Sulla piazza, dove la carrozza dei Principi si fermò, i notabili turchi la circondarono e fecero una grande ovazione. Forse tanto i turchi che i montenegrini hanno provato una delusione vedendo il prin- cipe di Napoli in borghese. Tutti s’immaginavano — e lo dicevano — che il figlio di un Re non po- tesse presentarsi che coperto d’ oro.... Podgoriza, il cui nome significa addossata al