28 dimostrare la stima che aveva per Ab-Dorraham non seppe donde derivargli un più onorevole soprannome che dall’affetto che portava al suo gatto, e il cognominò per eccellenza il padre de’gatti. Zoe, sposa di Costantino il Monaco, ebbe un gatto che aveva il suo posto alla tavola imperiale, ove era servito in piatti d’ oro. Se l’Europa moderna non può andar fastosa di esempi così cospicui, ben ne può addurre parecchi non men di quelli notevoli. Petrarca, dopo la morte di Laura, crasi ritirato ad Arquà presso Padova, ove una bella gatta a cui gli occhi risplendevano in fronte come smeraldi, era al poeta unica delizia nella solitudine. Pietro di Levale, famoso viaggiatore del XVI secolo, fece dono all’Italia d’ una nuova razza di gatti, che recò da Ispahan, paese famoso per la bellezza di siffatti animali, e il sig. Ménard ne trasportò in Francia, ove si può dire che abbian molto giovato all’ incremento delle belle lettere. Dubellay fece nel i568 un grazioso epitaffio per il suo gatto , e 1’ abate di Marolle cantò le grazie della gatta d’una giovinetta Degournay. Ronsard attribuiva a’ gatti lo spirito di profezia. Senza i gatti di madama della Sablière avremmo a desiderare molte graziose favole di Lafontaine ; e se la gatta di