262 Pio V. 1566-1572. Capitolo 3 b. un protestante di Valtellina scrisse ad un correligionario a Trento, che in Valtellina il papato andava sempre più distrutto; che eravi da sperare che nei Grigioni sarebbe in breve abolita la «diabolica Messa » ; che in Francia la predicazione dell’« Evangelo » aumentava e che in Scozia e Inghilterra era affatto estirpata la « maledetta Messa » ; correre voce che anche in Polonia e molti altri paesi jjrendeva piede la « libertà cristiana » ; lui quindi e i similmente senzienti sperare d’udire in breve di grandi cose, in particolare la completa ruina del grande regno dell’anticristo romano.1 Ma bastò arrivare a circa la metà del governo di Pio V e la sconfitta del protestantismo era suggellata anzitutto in Italia. Se all’età moderna, nella sua ostilità ad ogni freno della libertà di pensare, non può piacere il procedere di Pio V con mezzi violenti, esso però nelle sue conseguenze fu fuor di dubbio una fortuna per l’Italia. Non invano il papa mise in guardia sì di frequente e con insistenza accennando agli orrori delle guerre ugonotte : Egli conosceva i suoi connazionali : ben sapeva che ove le nuove idee avessero messo forti radici nelle loro teste facilmente infiammabili, era da temersi che città contro città, cittadini contro cittadini mettessero mano alla spada e al pugnale e si rinnovassero con duplicato furore le lotte dei guelfi e ghibellini con tutte le loro atrocità.2 In realtà difficilmente può mettersi in dubbio che la vittoria del protestantesimo avrebbe regalato anche all’Italia la sua guerra dei Trent’anni. Il paese sarebbe diventato un deserto e l’amico dell’arte non può pensare che con raccapriccio alla sorte che attendeva le creazioni di Raffaello e Michelangelo qualora nel paradiso privilegiato delle arti si fosse scatenata una guerra contro le immagini sacre. La risolutezza e 1 * « De le nuove di qua in circa la religione per la gratia, del Signore son molto buone et prima qui in 'Val telina ogni giorno si va distruggendo il Papato et speremo in ibreve cbe i signori Grisoni habbia[n] a mandare a spassa la diabolica messa. Di poi si dice per cosa certa che la Francia ha levato via del tutto la persecuzione et è posto ognuno ne la libertà de la fede talmente che la religione ogni dì va crescendo et cominciasi a predicare l’evangelio e farsi le congregazioni in pubblico. La Scoda © l’Ingalterra ha [sic !] levato via del tutto la maledetta messa. Si dice anchora di Polonia et di molti altri regni esser venuti ne la libertà Christiana et perciò speriamo in curto tempo de sentir gran cose ¡et massime l’ultima ruina del gran regno d’Antichristo Romano»-Lettera di Giov. Ant. Zurleto a Leonardo Columbino a Trento da Tirano 13 aprile 1566, originale in Cod. Mazzetti 616, p. 21 della Biblioteca Municipale in Trento. 2 A mezzo del vescovo di Narni egli fece invitare i principi italiani ad aiutare Carlo IX contro gli ugonotti colla seguente notificazione : « Potersi mentre i tumulti son lontani, i principi de sudditi lor prevalere : ma quando s’aventassero questi mostri in Italia, quale infermità, et diffieultà patiscano gh stati col mezzo deH’heresie proverebbero. La cui pestilenza pur troppo sparsa per l’Italia poco più vi ponesse piè, esser facil cosa da immaginare qual fuoco fosse per accendere ne cervelli Italiani». Catena 69.