264 in teatro o non gli stampino il giorno innanzi, noi non saremo mai antivenuti da alcuno. 2.° Nei casi dubbi od incerti potremo di leggeri spacciarcene col rimetter il lettore ad referendum. 3.° Ne avremo il comodo grande di scriver sempre con una certa freschezza di mente, e, non ultimo di tutti i vantaggi, di scusare per la gran fretta, come s’ usa, ciò che non fosse mai per piacere. Dopo ciò, e senza troppo presumer di noi, il pubblico ne farà, siamo certi, la giustizia di dire: ecco un uomo che conosce veramente l’importanza d’ una prima rappresentazione teatrale ! E senza più, mano a’ ferri. VII. Teatro deila Fenice. — Partsina, poesia del Romani, musica del Mercadante. — L’ Oreste GRAN BALLO DEL CORTESI. Fra le novità, con cui ieri sera s’ aperse il teatro della Fenice, abbiamo notato che si souo perdute le ore; tutte, cioè, le dodici ore ch’era-no dipinte nella volta, ed alle quali furono sostituiti certi rosoni, e alcuni dissero certe rosacee. Delle ore non sono dunque rimase che quelle mostrate dall’ orologio, ore lunghe, lunghissime, dominate dal sonno; tanto che ne potein-