231 perfettamente non concordi e s’unisca col resto; solo che 1’ oro è quivi ancor più profuso, giacché 1’ oro risplende per tutto il teatro, nelle cornici, negli ovoli, nei fondi e ne’ leggiadri pilastrini che dividono l’una loggia dall’altra. Semplicissimo è il comparto e il disegno del soffitto : lo formano non so quanti quadrilunghi, che simulano e vagamente paiono rabeschi a rilievo in campo d’oro, e il fanale, come lo chiamano i pittori o la volta nel mezzo, dove sono dipinte le ore e dove nella cornice ha un sì perfetto giuoco di chiari e di scuri che par veramente che quella si sfondi e dia in alto. Nel centro v’ ha un gruppo di putti^ che fingono di regger la lumiera o piuttosto il sole*di questo stupendo recinto. Tutte le figure così del cielo che delle pareti son trattate con grand’ arte ed amore, ed è pur debitd di giustizia il nominarne l’autore, il sig. Santi. Così a lungo si possan difendere dalla mortifera nebbia, con la quale,più che il tempo, loro farà guerra ogni sera il fanale! Ingegnoso del pari è il piccolo compartimento del soffittin delia scena. Solamente non ne piacquero quelle due colorate figure che fiancheggiano colà in alto il quadrante. Imperciocché due quadri già non simulano perchè non hanno il loro fondo, nè due vive persone possono i'appresentare, laonde secondo verità e con ve-