504 Clemente Vili. 1592-1605. Capitolo IX. Nel regno degli Inca coi Gesuiti gareggiarono i Domenicani e i Francescani. Tra i Francescani spicca Francesco Solano la cui figura venne tosto circondata di leggenda. Uomo di preghiera e di mortificazione, ardente dell’amor di Dio e del prossimo, esercitava questo figlio di san Francesco un’influenza incredibile -u quei che lo circondavano. Già poco dopo la sua. morte, avvenuta in Lima il 14 luglio 1610, il popolo lo venerò per santo, e molte città lo elessero per patrono.1 Francesco Solano lavorò come un apostolo non solo nel Perù presso i degenerati colonizzatori spagnuoli, ma pure presso gl’indiani della regione di Tucumàn. Egli traversò per molti anni (1589-1602) instancabilmente quell’altipiano, come l’immensa pianura del Gran Chaco. Il suo compagno Luigi Bolanos è l’autore del più antico catechismo nella lingua dei Guarani, e il fondatore della missione del Paraguay propriamente detto.2 I Gesuiti vennero nel Tucumàn dietro l’invito del vescovo domenicano Francesco de Vittoria. Un altro vescovo domenicano, Alfonso Guerra di As-sunción, li aveva chiamati nel vero Paraguay. Dalla loro casa, fondata nel 1588 nella città menzionata, essi intrapresero delle « missioni mobili » presso le tribù selvaggie del vasto territorio circostante. Siccome queste missioni mobili non risultarono efficaci, il Generale dell’órdine Aquaviva ed il visitatore Paez ordinarono nel 1602 la fondazione di stabilimenti fermi, allontanando il più possibile quelli nati da stirpe estranee, cosa che fu approvata dal governo spagnuolo.3 Anche i Gesuiti della provincia del Brasile, ove lavorò sin al 1597 il celebre padre Anchieta,4 parteciparono alle missioni nel questo scopo del confessionale. I castighi in questi casi non erano affatto crudeli, specialmente se si considera il «diritto » del secolo xvi e xvii in vigore dovunque e il consueto genere di castighi per colpe e delitti i più varii. Per quella stessa ragione si può spiegare perchè le bestemmie e gli oltraggi contro la Chiesa cattolica venissero allora puniti più severamente che oggi. Così non rimangono eli*- i processi per l’eresia e quelli contro gli ebrei e i maomettani battezzati i quali eran ricaduti nel loro vecchio errore, il cui studio può suscitare terrore. In questi casi il più spesso venne applicata la tortura e vi vennero emesse sentenze ili morte. 1 Cfr. Acta Sanct., Iulii V 859 s.; Marceli,ino da Civezza, Storia il. V'" Francese. VII 2, Prato 1891, 99 s.; Freib. Kirchenlex. IV 2 1836; Hikau ’ ’’ de St. François Solano, Lille 1906; Hellinghatjs, Ber hi. Franziskus Solanti»-Treviri 1912, ed insieme a questi la critica di Schmidlin nella Zeits<'l,r■ !■ Missionswiss. III 250. 2 Intorno al Catechismo di Bolaiio vedi Sotjthey, Between thè Anta.“’ and Andes, by Mulhall, Londra 1881, 248 s. 3 Vedi Juvencius V 732 s.; Huonder nel Freib. Kirchenlex. IX- ’ AstrAin IV 614 ss.; 625 ss.; Pfotenhauek I 87 s.; Schmidlin, Mussi"» geschichte 317 s. * Intorno ad Anchieta cfr. la presente opera, vol. IX 762 s.