310 Clemente Vili. 1592-1605. Capitolo VI. im armistizio; che se la conclusione definitiva della pace assegnava di nuovo il paese a Berna, allora i convertiti si troverebbero in unii brutta posizione. Nei villaggi non si vendevano dei viveri ai missionari e non si concedeva loro asilo per la notte.1 Talvolta anche Francesco, dietro l'esempio del suo cugino Luigi, pensava di abbandonare quest’opera missionaria, apparentemente disperata.2 In ultimo però la sua perseveranza riportò la vittoria. Poiché !a sua parola viva non poteva penetrare sino ai protestanti, fece egli riprodurre per iscritto le spiegazioni scritte della dottrina cattolica ed affissarle nelle piazze pubbliche; egli non si ingannò nella speranza che la curiosità avrebbe spinto a leggere questi foglietti.3 Una predica, più efficace che quella a parole, era inoltre l’eroica abnegazione di se stesso ed il sacrificio, col quale quel nobiluomo di fine educazione, ogni giorno, d’estate e d’inverno traversava a piedi quelle regioni per tenere i suoi discorsi, talvolta tre o quattro volte al giorno, nei miseri villaggi.4 Inoltre i predicatori protestanti perdettero agli occhi del popolo molto della loro stima, allorché essi non accettarono l’invito di difendere in una pubblica disputa la loro causa, o infine non seppero rispondere che con ingiurie.5 Grande impressione fece il ritorno d’un ragguardevole avvocato al eattolicismo.6 Nell’anno 1596 era spezzato il ghiaccio. L’opposizione più lunga si ebbe a Thonon. Fu un vero rischio allorché Francesco, nel febbraio 1595, vi prese fissa dimora presso una sua parente;7 l’erezione d’un altare nella chiesa di S. Ippolito, per potervi celebrare la messa nel Natale del 1595, nonostante il consenso ducale, aveva portato quasi a degli atti di violenza.8 Ma al contrario nel febbraio seguente alcuni, pure della città, si rivolsero di nuovo al eattolicismo, e nella regione quattro o cinque comuni chiesero un prete cattolico.9 Nel dicembre dello stesso anno Francesco potè scrivere di 80 convertiti, che erano stati accolti nella Chiesa in due o tre settimane.10 A poco a poco cominciò un movimento in massa verso il eattolicismo. Nel settembre 1597 poterono venir celebrate in Annemasse con grande solennità le Quarant’ore per adorare il santissimo sacramento dell’altare, affluendo da tutte le parti gran folla per partecipare a questa devo- 1 Hamon I 176 s„ 178. 2 Ibid. 193, 199. 3 Ibid. 179 ss. Questi fogli vennero raccolti più tardi e stampati tra i|É opere di Francesco (Controverses, nelle Œuvres I ss.; cfr. ibid. cvn ss.). 4 Hamon I 170, 177, 213. 6 Ibid. 214, 223. 6 Aprile 1595, ibid. 187 ss. 192. 7 Ibid. 185. 8 Ibid. 234 ss. 9 Ibid. 213. 10 Al nunzio il 12 dicembre 1596, Lettres I 219 s.