194 Clemente Vili. 1592-1605. Capitolo IV. lo sguardo nell’avvenire: la stella di Francia saliva in Eoma incessantemente, quella della Spagna scendeva costantemente al tramonto. Béthune lavorava con un’abilità ammirabile.1 Dopo che il cardinale Farnese si fu riconciliato con Aldobran-dini, il Cardinal nepote, al quale il papa col conferimento dell’arcivescovado di Ravenna aveva dato una nuova prova della sua benevolenza,2 diresse tutta la sua attenzione a combattere gli Spagnuoli. Egli intendeva colpirli nel loro punto più sensibile. A tale scopo allacciò trattative segrete con Venezia e Firenze, per la formazione d’una lega antispagnuola negli stati italiani, la quale doveva appoggiarsi alla Francia. Prima della sua partenza per Ravenna egli svelò questo suo progetto all’ambasciatore francese.3 Ugualmente ad Enrico IV,4 neanche Béthune si fidava ancora del tutto del nepote. Ma Maffeo Barberini potè assicurare, che questa volta i dubbi su i sentimenti antispagnuoli di Aldobrandini, erano infondati.5 Il papa, prudente e circospetto come sempre, prese di fronte a tutto questo affare un atteggiamento di attesa, ma aveva una forte inclinazione verso la parte francese.6 Egli non giunse ad una decisione, poiché, ammalato gravemente da lungo tempo, il 5 marzo 1605 lasciava questa terra. In Parigi si ebbero tutte le ragioni per rimpiangere la morte di Clemente Vili. Pochi papi avevano concesso alla Francia così grandi benefìci, come lui.7 L’assoluzione di Enrico IV aveva posto fine alla rovinosa guerra civile; le conclusioni di pace di Vervins e di Lione, avevano liberato il paese anche dalla calamità della guerra con l’estero. Profondamente compreso del dovere del capo supremo della Chiesa, di dover vegliare per la pace della cristianità e per la protezione contro gli infedeli, il papa Aldobrandini si affaticò - benché invano - a procurare un sincero accordo tra la Francia e la Spagna. Per eliminare la soverchia influenza degli Spagnuoli alla Curia, altrettanto illecita quanto dannosa, favorì egli il sorgere di un contrappeso francese. Tenendosi al disopra dei partiti, egli cercò nel resto di trattare possibilmente le due grandi potenze cattoliche rivali allo stesso modo,8 sino a che l’appoggio che l’ambasciatore di Spagna, contro le norme del diritto delle genti, 1 Cfr. ibid. 201. 2 II 13 settembre 1604; v. Gams 718, 3 Vedi Couzard 339. * Cfr. Rott 117. 6 Vedi Couzard 339. 6 Cfr. ibid. 218. 7 Giudizio di Couzard (345). 8 È caratteristico per questo clic il dono d’onore dei pannolini benedetti, nel 1601, venne spedito ugualmente a Madrid e a Parigi (cfr. sopra p. 128)-