Cardinali francesi alla Curia. 193 Anche su Clemente Vili quest’incidente aveva prodotto una profonda impressione; egli fece venire delle truppe corse a Roma e tener pronte le artiglierie di Castel S. Angelo.1 Egli era deciso più che mai di favorire, bensì con la prudenza necessaria, ma durevolmente ed efficacemente, il partito francese in Roma. Nell’ottobre 1604 si inasprì la tensione tra Madrid e Roma,2 per un’incidente avvenuto in Napoli, ove l’autorità civile aveva arrestato un impiegato dell’inquisizione. Con piacere attendeva Clemente Vili, nell’interesse della sua propria indipendenza, l’arrivo dei tre cardinali francesi. Di essi giunse per primo Joyeuse, il quale si mise subito in rapporti confidenziali col Cardinal Aldobrandini; poi Sourdis e finalmente, il 16 dicembre 1604, Du Perron, il quale fu ricevuto dal papa coi più alti onori e fu accolto nel modo più benevolo.3 Anche il Cardinal Aldobrandini esultava. Gli Spagnuoli, che non avevano creduto alla venuta del menzionato Du Perron, erano fuori di se. Poiché essi nel loro orgoglio trascuravano di dare soddisfazione al papa col richiamo del duca d’Escalona, sul che quegli contava, la loro posizione peggiorò visibilmente. Essi consigliarono al duca di Parma ed al Cardinal Farnese di riconciliarsi con Aldobrandini, ma Clemente Vili accolse questa cosa molto freddamente.4 Ora cinque cardinali francesi avevano residenza in Roma: Uivry, Serafino Olivier, Joyeuse, Sourdis e Du Perron. Quattro di loro erano sotto tutti i rapporti personaggi eminenti. Ciò vale specialmente per Du Perron, di cui la vasta dottrina, l’intelligenza e le affabili maniere gli guadagnarono una vastissima cerchia di aderenti.6 Enrico IV e Béthune potevano fissare con tranquillità * Relazione di Agost. Nani, in data Roma 1604, agosto 28, Archivio di Stato in Venezia, consultata per la prima volta da Bìiosch (I 344 s.), sulla quale si basa la descrizione utilizzata da Ranke (Päpste II8, 206 s.) di Niccolò Contarmi nella sua * Hist. Veneta III, I 13 (Cod. 6179 della Biblioteca di Stato in Vienna); inoltre le Relazioni di Béthune utilizzate da Couzard 307 s., le * Relazioni di Niccolini nell’ Are bivio di Stato in Firenze consultate da Na venne (Home et le Palais Farnèse I, 142 ss.) « ¡a * Relazione di Giov. Batt. Thesis del 26 agosto 1604, Archivio Gonzaga in Mantova, la quale offre ancora parecchie altre notizie. Vedi anche le comunicazioni dettagliate, particolarmente intorno alla conciliazione, negli * Avvisi del 25 agosto, 11, 15, 18 e 22 settembre 1604, Urb. 1072, B i-Hioteca Vaticana. 1 Vedi le * Relazioni di Fr. M. Vialardo del 17 settembre 1604 e di G. B. Thesis del 23 ottobre 1604, Archivio Gonzaga in Mantova. Cfr. V * Avviso del 29 settembre 1604, Urb. 1072, Biblioteca Vaticana. 2 Vedi Couzard 319, 328. 3 Vedi Du Perron, Ambassades I, 257 s. 4 Vedi Couzard 332, 334. 5 Vedi Couzard 332. Pastor, Storia dei Papi, XX. 13