492 Clemente Vili. 1592-1605. Capitolo IX. Gregorio XIII aveva vietato nel 1585 a tutti i missionari, fuorché ai Gesuiti, di metter piede in Cina e nel Giappone.1 Poiché Sisto V egli stesso francescano, aveva concesso a quest’Ordine la missione « in tutte le parti delle Indie », i francescani si recarono pure nel Giappone.2 Altri li seguirono in breve. Nelle liti che scoppiarono allora tra i due Ordini entrarono in giuoco pure questioni di nazionalità, poiché i Francescani erano d’origine spagnuola e i Gesuiti d’origine portoghese.3 Taikosama lasciò fare i Francescani come pure i Gesuiti. Egli nel 1596 ricevette molto cortesemente il gesuita Pietro Martinez, nominato vescovo, e che presentò lettere del governatore delle Indie. Ma nello stesso anno avvenne un cambiamento che mise nella situazione più penosa i cristiani del Giappone, saliti già sino a 300.000. La causa di questo mutamento dicesi sia stato il contegno del pilota d’una nave spagnuola arenata, il quale, per salvare il suo carico dal sequestro, si lasciò trasportare alle asserzioni più imprudenti intorno alla potenza del suo re. Tra l’altro avrebbe egli detto, che Filippo II inviava i suoi sacerdoti fra le nazioni straniere, per convertire prima il popolo e facilitarne così la conquista! Queste parole vennero riportate a Taikosama.4 Esse bastarono a quel sovrano, il quale nella diffusione d’una religione straniera vedeva ognora più dei gravi pericoli per l’unità nazionale da lui ambita,5 per indurlo a provvedimenti sanguinosi. Sei francescani, il gesuita Paolo Miki, un alunno del seminario di Anku-sama con due catechisti giapponesi, e ancora altri quindici giapponesi cristiani, tra i quali tre fanciulli, vennero arrestati e condannati alla crocifissione. Il 5 febbraio 1597 venne eseguita la sentenza in Nagasaki.6 Nella persecuzione che ora si scatenò, i Gesuiti tennero un contegno molto prudente; essendo esiliati, si allontanarono solo apparentemente. Quando Taikosama morì nel settembre 1598 e il suo successore, Daifusama, la cui ascesa fu contrastata, si mostrò 1 Vedi H. Böhlen, Die Franziskaner in Japan, Treviri, 1912, 14. 2 Cfr. Delplace, II 23 s.; Schmidlin, Missionsgeschichte, 283. 3 Cfr. Juvencius, V 595; Delplace, II 29 s. 4 II Giapponese Mitsukuri trova in ciò la vera causa della persecuzione, v. Hist. Zeitschr. LXXXVII 196. 6 Vedi la minuta Relazione mandata dal P. Froes al generale Aquayiv'. stampata negli Acta Sanct. Febr. I 742 s. Gli Atti della beatificazione ( 1616-2 n sono utilizzati presso Bouix, Hist, des vingt sìx martyrs du Japon, Parigi. 186--La canonizzazione avvenuta a Pentecoste del 1862, dette occasione ancora a numerosi altri scritti intorno ai martiri del Giappone dei quali menziono il»1 i lavori di Pagès (Parigi, 1862) e Boero (Roma, 1862). Un quadro contemporaneo dei martiri si trova nella chiesa di S. Michele in Monaco. 6 Vedi Delplace II 129 ss.; Pagès, Hist. de la religion ehret, an Japon depuis 1598 jusqu'à 1681 I. Parigi, 1869, 110.