320 Clemente Vili. 1592-1605. Capitolo VII. L’idea di impiegare dei Gesuiti per la missione di Olanda era stata suggerita al papa nell’anno 1592 dal sacerdote olande.se Giovanni Smith. Contemporaneamente un altro sacerdote olandese fece dei passi presso il provinciale dei Gesuiti del Belgio, Oliverio Manaràus.1 Il generale della Compagnia di Gesù, Claudio Aqv viva, accettò la proposta. Nell’ottobre furono inviati in Olan 'a due Gesuiti olandesi della provincia del Belgio,2 e così ebbe origine la loro missione olandese. Ad essi ed ai Francescani ivi già operosi, spetta il grande merito della conservazione della fede in Olanda. I missionari non avevano fìssa dimora, ma traversavano a guisa di apostoli il paese. Siccome vigevano editti severi coni > la celebrazione della santa messa e specialmente il divieto di da re ospitalità ai Gesuiti, si esposero questi ai più grandi pericoli. Essi dovevano travestirsi e cambiare di continuo la loro dimoi a. Come ai tempi delle catacombe, la celebrazione della santa messa e la distribuzione dei sacramenti non poteva aver luogo che nel buio-della notte. Per evitare una sorpresa, conveniva mettere deile sentinelle. All’alba il missionario si recava in un altro luogo.3 La missione sarebbe stata del tutto impedita, se il gran numero dei cattolici ancora esistenti e l’avidità di danaro degli impiegati, non avessero agevolato il potere eludere gli ordini severi. Il culto pubblico, che venne concesso nel 1603 all’ambasciatore maomettano,4 rimase pur sempre vie tato ai cattolici nati nella stessa terra, ma mediante il danaro era possibile di ottenere dagli impiegati, a cui era affidata l’esecuzione dell’editto, che le messe potessero celebrarsi in segreto. Il lavoro dei missionari gesuiti e francescani fu perciò molto faticoso. Ciò risulta chiaramente dalle relazioni dei Gesuiti, i quali avevano iniziato nel 1592 la missione con due padri.5 In e -e vengono narrati dei casi nei quali un missionario, nel periodo di «lodici giorni dovette cambiare otto volte il soggiorno. Confortante però era lo zelo dei cattolici nell’ascoltare la parola di Dir e nel ricevere i sacramenti, dei quali alcuni ne erano privi da trema e persino da quarantanni ! Talvolta dovettero i padri predicare <3 lì. Maere nel Bull, de la Commiss. Boy. d'hist. LXXIII, Bruxelles, 1904, si parla pure dei tentativi dei Calvinisti olandesi di introdurre di contrattali ’.’' gli scritti protestanti in Spagna. Intorno al seminario in Tournai, vedi Bull. IX. 367 s.; \V addino, Annales Min., XXIII, 414. 1 Vedi Poncelet, Les Jésuites en Belgique, 32. 2 Vedi Iuvencius, Hist. Soc. Iesu P. V. tom. post., 414 s. Cfr. Oliy. Manaraeus, De initiis missioni» botarne, presso Allard, Eene missièni« door Nord-Nederland en de 17“ eeuw, ’s Hertogenbosch, 1883, 37 s. 3 Vedi Iuvencius, loc. cit. 417, s.; Poncelet, loc. cit. 4 Vedi Litt ann. Soc. Iesu, 1603, 646. 6 Vedi Tijdschrift voor Utrecht geschied., IX 236, 266 s.; Brom, Archivalia in Italie III, ’s Graveuliage, 1914, xxxvm.