tarmi a quel fresco, volli corroborare alquanto lo stomaco con alcuna calda bevanda. Entro in una bottega, ordino 11 caffè, e mentre già mandava colla chicchera l'estremo vale alla vita, ecco i miei occhi, o clemenza del cielo! s’abbattono nelle cubitali cifre di SEI MILIONI, diecimila vincite, sulla quarta faccia del foglio, che un lettore per mia buona sorte o guercio, o losco, o miope, certo non chiaroveggente, si tenea disteso sul naso u ine dinanzi. Diecimila vincite! quale lautezza, che lusso, che scialacquo di fortuna! Cominciai a ponderare: vidi quante porte poteva ancora ella aprirmi, e fui un istau-te sospeso tra’flutti della laguna e l’uffizio del signor Perissutti in s. Luca, ove poteva aucora con gran frutto investire i miei ultimi cinque fiorini, e attenderne almeno l’esito, \inse quest’ultimo partito, rimisi a martedì prossimo venturo, che sarà il i di marzo, l’esecuzione del funesto disegno, ed io andrò forse debitor della vita agli annunzii del signor G. M. Perissutti banchiere patentato in Venezia, alla quarta faccia della Gazzetta privilegiata I Dal quale racconto si deducono !c tre necessarie e legittime conseguenze: i.° Che inuumerabili in tutti i possibili e contingenti casi dell’ umana vita sono i vantaggi e benefizi) che il mondo ritrae dalla Gazzct-