254 Clemente Vili. 1592-1605. Capitolo VI. II. Il regresso, che la riforma e restaurazione cattolica fecero in Salisburgo e Bamberga, sono solo casi isolati. In genere su la fine del secolo possono venir constatati importanti successi dei cattolici in Germania. Per molto tempo si cercò la causa di questo fatto nella circostanza, che la lotta tra i Luterani e Calvinisti si acuiva sempre di più. L’indebolimento dei protestanti giovò indubbiamente molto ai cattolici, e in modo speciale nel 1598, durante la dieta di Ratisbona, nella quale fu respinta la richiesta di seggio e di voto per gli amministratori protestanti della diocesi.1 Però il vero motivo di questo rinvigorirsi o penetrare della riforma e restaurazione cattolica è più profondo: erano i frutti che poco a poco venivano raccogliendosi dell’operosità a tale fine diretta di Gregorio XIII, così zelantemente premuroso della Germania. Una nuova era si apriva poiché giungeva agli uffici più elevati della Chiesa e dello Stato, quella nuova generazione, che principalmente nelle scuole dei Gesuiti aveva ricevuto un’educazione rigorosamente cattolica ed una profonda istruzione e con ciò principi chiari e fermezza di carattere, da poter adempiere i doveri dei nuovi tempi e sostenere l’inevitabile lotta cogli avversari. Persone dall’ occhio penetrante riconobbero già allora distintamente le cause del mutamento. Il nunzio alla corte imperiale, Giovanni Stefano Ferreri, vescovo di Vercelli, in una relazione inviata al successore di Clemente Vili intorno alla situazione della Germania, attribuisce i risultati sin’ora ottenuti principalmente all’attività che avevano spiegato gli istituti ecclesiastici, eretti a spese della Camera Apostolica da Gregorio XIII, sostenuti da Clemente Vili, come pure alle numerose scuole dei Gesuiti, frequentate anche da alunni di fede diversa.2 Studi profondi hanno dimostrato che nella rinnovazione della Chiesa in Germania, ebbero parte importante gli allievi del Collegio germanico, fondato con tanti sacrifici dalla Santa Sede, e sostenuto anche da Clemente Vili.3 del 12 maggio 1593, Urb. 1061, Biblioteca Vaticana). L’originale del * Breve a Massimiliano dell’ 11 dicembre 1593 nel]’A rchivio di casa Reale a M o n a c o, in traduzione tedesca di Soi/tl nella Allg. (Darmstädter) Kirchenzeitung 1868, n. 37. 1 Cfr. Stieve V 372 s., 430 s.; Janssen-Pastor V 140 s., 509 ss. 2 Vedi Meter, ìiuntialurberichte 340 s. 3 Cfr. Steinhuber I 2 197 s., 199 s., 203 s., 401 s., Janssen-Pastor V 210 s.; Duiir I 309 s.; Jungnitz, Die Breslauer Germaniker, Breslau 1906. Le informazioni date da Steinheber, basano principalmente sui ricchi materiali, che fornì anche a me già nel 1879 l’A rchivio del Collegio