Decrescere dell’influenza spagnuola nella Curia. 153 comportati da veri pastori.1 Le continue esortazioni del papa ebbero per effetto che un numero di vescovi, specialmente quelli di Tarragona, Granata, Saragozza e Compostella adempissero fedelmente i loro doveri. Clemente Vili li animava a perseverare, ed inculcava loro, oltre la visita, di tenere anche dei Sinodi.2 La mal riuscita prova della sua potenza, che Filippo II aveva voluto dare nella questione dell’assoluzione di Enrico IV, era stata un colpo sensibile per la sua riputazione in Roma. L’influenza spaglinola cominciò d’ora in poi a declinare pian piano. Ma era proprio un’esagerazione se Francesco Vendramin già nel 1595 opinava, che il re di Spagna allora non avesse molta autorità nel Collegio cardinalizio a causa del suo contegno prepotente, e che in avvenire ne avrebbe avuta ancora di meno, poiché il partito francese era giunto ad una forza abbastanza considerevole, cosicché fra breve avrebbe potuto opporsi più efficacemente a quello spagnuolo.3 Ma in realtà questo sviluppo non era avvenuto così presto; esso era incominciato: e Clemente VIII, persuaso che solo col reprimere la prepoderante influenza spagnuola in Roma, la Santa Sede potrebbe riacquistare l’indipendenza necessaria, non trascurò nulla per consolidare e promuovere il cambiamento avvenuto dopo l’assoluzione di Enrico IV. Così nel febbraio 1596 sostituì il nunzio di Venezia, Ludovico Taverna, amico della Spagna,4 con Antonio Maria Graziani di sentimenti diversi. Anche la nomina, del tutto inattesa, di sedici nuovi cardinali, avvenuta nel giugno 1596, significò la diminuizione dell’influenza spagnuola, in quanto ¡n essa furono innalzati quasi solo prelati di sentimenti neutrali. Questa promozione, che creava per un futuro conclave una situazione del tutto nuova, dimostrò chiaramente, che al posto legli scopi terreni di Filippo II dovevano d’ora innanzi dominare in Roma punti di vista puramente religiosi.5 Questo mutamento della situazione verso la Spagna, portò naturalmente ad un avvicinamento alla Francia, benché il contegno 1 Vedi nell’Appendice Nr. 40 il * Breve del 18 luglio 1596, Archivio segreto pontificio. 2 V edi i * Brevi « Congregai, ex ecclesiis Castellae et Legionis Madridii ‘ ollectae » del 7 febbraio, « archiepisc0. Tarracon. » del 24 luglio, « l’arcliiepisc.0 ' rjanat. » del 1° settembre, « archiepisc.0 Caesaraugustae » del 9 settembre 44, t. 41, n. 60, 191, 206, 211) e «archiepisc0. Composteli.)) del 22 giugno 1598 (ibid. t. 42, n. 180) Archivio segreto po nt i f i c i o . 3 Vedi Alberi I, 5, 467. 1 Vedi Lettres cl'Ossat I 226. Cfr. Biatjdet 55, 59 s. V edi II erre 643. Particolari intorno alla promozione, più oltre, cap. 9.