746 Appendice. sepellire cattolicamente con candele accese, croci et con tutto il resto secondo il rito cattolico. Ma doppo la partita di S. Mu il duca Carlo, quale non haveva voluto accettare il governo del regno in compagnia coi senatori et pretendea non concreta, ma suprema et assoluta autorità et che i senatori servissero per consiglieri et non havessero ne autorità ne voto, si usurpò con la forza tutto questo che gli era stato negato, levando l’esercitio cattolico et il governo alli quattro governatori et ridusse lo stato di quel regno a tale che a S. Mlà non rimaneva altro che il nudo titolo di re, et la licenza et insolenza sua procedette tant’oltre che S. Mtil giudicò havere il duca violato il giuramento prestato, onde S. M‘à è stata forzata a trasferirsi di nuovo in quel regno, ma in differente forma della prima volta, cioè in modo che la potesse prescrivere ad altri la legge et non ricerverla, et pensa di lasciare tali presidii che al duca non verrà fatto quello che l’altra volta fece, havendo condotto seco assai buon numero di soldati, et tanto più ha speranza che le cose siano per succedere felicemente, quantochè Carlo ha governato così tirannicamente il regno che ha alienato da se la nobiltà et con haver cercato di levare l’elevatione dell’hostia alli Luterani ha commossi contra di lui tutti li contadini, quali sono divo-tissimi di detta elevatione, perchè per mezzo d’essa d’idolatri si fecero cristiani. Il che passò nella seguente forma: L’arcivescovo Cantara -nense in Inghilterra radunato il suo clero con li suffraganei propose la missione al regno di Svetia per ridurlo alla fede christiana, et rispondendo tutti che se voleva andare che andasse et egli si risolse di farlo, et navigando per quella volta smontò ad un’isoletta di detto regno et celebrando messa, alcuni pastori mentre facevano l’elevatione videro un bambino nell’hostia et subito chiamorno li compagni li quali havendo ancli’essi veduto lo stesso, subito lo fecero sapere al governatore della provincia, quale dopo haver riputati per pazzi detti pastori Analmente crescendo il numero di quelli che affermavano ciò essere verissimo, si dispose di chiarirsene, et ritrovò anch’egli esser vero tutto quello che da pastori gli era stato riferito; onde si risolse darne parte al re, quale trasferendosi anch’esso nel detto luogo vide il medesimo et mosso dal miracolo si fece christiano insieme con tutti li suoi sudditi. Per il che i contadini che sono quasi tutti arditissimi et inclinatissimi alla religione cattolica non hanno mai permesso che sia levata loro detta elevatione. Però havendo il duca come Calvinista cercato di farlo, tumultuorono, et sicome si alienorno da esso, così si congiunsero d’animo col ser1,0 re. « Oltra di questo successe anco un’altro caso mirabile, et ciò fu che havendo il duca ordinato che si levassero le imagini delle chiese si trovava in una chiesa parrochiale una imagine di legno del beato Enrico re di Svetia quale levata fuori di chiesa et esposta in luogo publico, un soldato voltato alla persona del detto santo disse: Enrico, Emù o. tu devi haver commesso qualche gran peccato poiché non vogliono t J tu stii in chiesa et dicendo queste parole scaricò l’archibugio et > palla miracolosamente doppo di havere percossa la statua, senza le,'’10I|. alcuna, ritornò indietro et ammazzò il soldato. Li sopradetti acci en^ non hanno come di sopra ho detto deteriorata, ma migliorata la co ditione di S. Mtà. Oltrachè le scelleratezze enormi congiunte con u