20 V. Le cravatte del signor Sanavio in merceria del Capitello. Oli fortunato, che sì chiara tromba Trovasti, e chi di te sì alto scrisse!!! Quelle persone die intendono la filosofia in modo diverso da Diogene, e pensano che 1’ uomo possa essere buon filosofo anche con lina certa lindura e compostezza della persona, si saranno al pari di me convinte che nessuna parte delle vesti è sì importante quanto la cravatta. Un’altra volta ho toccato di questo importante argomento, e dimostro, a persuaderne gl’increduli, che la eravate c’est Vhomnie. In questa solamente l’uomo fa pruova d’ingegno; nelle altre parti del vestimento l’ingegno è del sartore. Certo che l’allacciarsi con estro ed e-leganza la cravatta al collo non è nèscoprire una nuova verità nelle scienze, nè fare tal opera per cui uno speri di giungere alla posterità. Ma alla posterità assai poche cose conducono, nè anche ci arrivano tutti coloro che v’hanno, quanto a volontà, indirizzato il cammino: però poniamo il caso di due pari ingegni, uno sciammanato e l’altro composto ad una certa squisitezza della per-