Documenti inediti e comunicazioni d’archivio. N. 21-22, a. 1594 717 21. Papa Clemente A71II al cardinale Madruzzo.1 Roma, 6 febbraio 1594. Clemens Papa Vili. « Dilecte fili etc. V. S. è dotata di tanta prudenza che conoscerà benissimo che per l’imminente dieta imperiale non ci è persona, la qual possa in essa sostenere l’impeto degl’heretici ne guidar quel ne-eotio di maniera che passi, se non con miglioramento, almeno con non peggioramento della religione, se non la sua. Et insieme anco è ripiena di tanto zelo verso Dio et la religione et di tanto amore verso questa S. Sede che ci rendiamo sicuri ch’ella si contentarà di sottentrare un’altra volta al peso di questa legatione certificandola, che si come a Noi sarà questo di estrema consolatione, così ci sforzeremo che sia senza danno suo quanto alle spese, così potessimo fare che fosse senza lesione anco del corpo et della sanità. Ma quello che non è in potenza Nostra pregaremo la Maestà Divina, del servicio della qual si tratta, che l’operi con la sua infinita misericordia. Aspetteremo a pubblicarla sino alla risposta sua, la qual speriamo conforme al desiderio Nostro, perchè a tutte queste cose s’aggionge l’amore ch’ella ci porta, del qual viva sicura che n’è da Noi abondantissimamente ricambiata. Con il qual fine le preghiamo da Dio benedetto ogni contento et la benedictione con l’Apost. beneditione ». .Minuta God. Oampori nr. 214 della Biblioteca Estense in Modena 22. Il cardinale Madruzzo a Papa Clemente Vili.2 Trento. 23 febbraio 1594. «Beatissime Pater. La lettera che ha piaciuto a V. S‘v di scrivermi (li propria mano mi ha quasi rapito fori di me, considerando l’eccesso della benignità, che usa meco, et il giudicio che fa delle deboi mie qualità in occasione tanto importante, et che Lei tanto stima. Et si come il debito riguardo del servicio di S. Sk‘ et di questa S. Sede in tempi periculosissimi et in coniontura di negoci gravissimi et diffìcili hano causato che considerando le mie imperfettioni et impedimenti habbi cercato di sotrahermi da un peso così grave, così intendendo pur che ^ • S*'. iudicava poter servirsi di me in questa occasione, nono stante li mei impedimenti et diffetti manifesti et palesi, ho conosciuto conveniente, tal qual sono, a resignarmi in tutto al obedienza che devo a V S . Et perchè so che Dio benedetto con la sua santa gracia dà 1 incremento a quel che la pia solecitudine di V. S 1 promove per beneficio publico, confido ancho, che a me, deboi et difettoso instrumento, darà forze in questo carico che m’impone V. S. al meno da testificare la devota affettione che porto al servizio di V. B. et la riconoscenza