102 Clemente Vili. 1592-1605. Capitolo IV. vero regno spaglinolo. La lista delle violazioni della giurisdizione ecclesiastica, che si compose alla fine del 1600 in Roma, e che fu mandata al nunzio in Spagna, è abbastanza considerevole.1 Nel corso delle trattative fatte allora, i cardinali Guevara e Toledo proposero, per tutti gli affari riguardanti la giurisdizione, di erigere un tribunale nella Spagna che, come l’inquisizione, dovesse dipendere dal papa. Molto caratteristica è la risposta che il cardinale Aldobrandini dette il 31 luglio 1600 al nunzio di Spagna, Domenico Ginnasio, intorno a questo progetto. Il papa, così ivi è detto, respinge assolutamente l’erezione d’un simile tribunale, poiché la Santa Sede ne verrebbe gravemente danneggiata; per quanto riguarda l’inquisizione spagnuola, che pur dovrebbe esser dipendente dal papa, non ubbidisce affatto, nè è stato mai possibile di ottenere da essa gli atti dei processi, se anche li chiedesse il papa o l’Inquisizione romana.2 Mentre veniva scritto questo grave giudizio sull’inquisizione spagnuola, i cui eccessi furono spesso senza ragione attribuiti ai papi, si radunava in Avila, sotto la presidenza del re, una commissione, la quale discuteva sui mezzi per por fine 3 alle contese riguardanti la giurisdizione religiosa e civile, la soppressione delle bolle pontificie e la questione degli spogli dei vescovadi. Anche il confessore di Filippo III si adoperò allora per la protezione della giurisdizione ecclesiastica.1 Sembra di fatti che negli anni seguenti sia avvenuto un miglioramento; le lagnanze si fanno più rare, sebbene non tacciano del tutto.5 1 Cfr. * Cod. Barb. 5852 p. 57 s., Biblioteca V a t i c a n a. 2 * Dice la S. Sua che di questo si levi ogni speranza perché la Sedo Apost. è scottata et la istessa Inquisitione, che pende dall’autorità del Papa, non le obbedisce ne è stato mai possibile di havere di quella alcun processo quando da N. S. et da questa congregatione si è chiesto. (Lettera del 31 luglio 1600, Barb. 5852 I, p. 69h-70 Biblioteca Vaticana). Già Hinojosa (410) riguardo alla divergenza tra Roma e l’inquisizione spagnuola aveva fatto accenno alla Nunzia t. di Spagna t. 58, Archivio segreto pontificio. Clemente Vili dice nel * Breve all’ « episc. Carthag. Inquisii. Ilispa-niae », in data 1602 luglio 19, che se l’ufiìcio d’inquisitore non viene esercitato fedelmente, ne risulta grande danno al paese. Ami. 44, t. 46, n. 221 ibid. 3 Su queste deliberazioni è basata la * Consulta quo se hizo al Rey Felipe III sobre jurisdicion reai, retencion de bulas, espolios de los episcopos, in data Madrid 1600 luglio 30, Archivio dell’Ambasciata di Spagna in Roma III 10. 4 Cfr. la * Lettera del Cardinal Aldobrandini a D. Ginnasio dell’agosto 1600, Barb. 5852 I 79, B i b 1 i o t e c a Vaticana. 6 Io trovai nei Brevi solo uno * a Filippo III del 20 settembre 1600 con 1 esortazione già fatta il 29 maggio 1599, e anche ora ripetuta, di far pressione per 1 esecuzione delle disposizioni testamentarie di Filippo II riguardo