42 mento: ai. biglietti ai bigliettij finché la gente dà indietro per non potere andare più innanzi, se forse il mal tempo non rende oggi più imperfetta la immagine. Le botteghe nel rimanente della città intanto si chiudono: chi ne ha ne gode, e chi non ne ha fatto suo procaccio suo danno. Appena appena mezzo chiuso si mostra qualche prov-veggente magazzino di mode, di maschere, o guanti per venir forse in acconcio di qualche subita risoluzione, di qualche spesa dimenticata, o d’alcun urgente bisogno, che non s’era il dì prima previsto, e chi h» per ordinario l’incarico di fare in tal giorno le commissioni non sono già i padri fastidiosi od inquieti o gl’ impazienti mariti, ma sibbene più gentili e obbliganti persone, il cui incarico si legge loro nel volto affannato, poiché sono le sole che corrono per le strade, per quanto però può consentirlo la folla. Ad una cert’ora si compiono commissioni d’un’altra natura, e girano per la città sulla padella ancora fumante, 1’ultimo onore dei famigliari banchetti, le leggiere sfogliate; girano i bei piatti del fior di latte sbattuto, non senza però grave sospetto di color che li portano, e ad ogni caso parati, se mai qualche dito protervo ne invidiasse il pulito disegno; poiché anche questi casi si danno.