738 Appendice. V. M. quanto lontano sono l’Indie da Napoli e Milano da Madrid e veda se torna conto che questa dottrina così universalmente si semini negli animi degli huomini e che effetto possono fare ne’ suoi stati, quando dicono, che non facendo il prelato o suo officiale giustitia in un caso in quello non è più prelato, e se li può resistere de facto, se questo medesimo ha luogo nei re, negli altri principi e nei loro officiali, perché Iddio ha costituito ancora loro per reggere bene i popoli, se non facendo giustitia restano in quel caso di essere re e principi, e però se gli può resister de facto, come questi dicono. Veda la M. Y. che semi di seditione e sollevamenti sono questi, le quali cose ci paiono tanto esorbitanti e pericolose che habbiamo qualche volta sospettato, che questi, come seditiosi et instrumenti del diavolo padre delle discordie, seminano questa dottrina malitiosamente mostrando di voler abbassar la giurisditione ecclesiastica per aver fumento de’ principi secolari, ma l’intento presente loro sia di abbassar l’una e l’altra e ridurre ogni cosa a tumulti e popularità; alle generali cose è necessario aver grandemente l’occhio, perchè per il mondo passano strani pensieri, e noi sappiamo ogni cosa. Ma tornando al nostro proposito è gran cosa che si sia spenta la memoria e l’imitatione di quei buoni principi che donavano alle chiese. . . provincie e stati, e che oggi non si pensi ad altro che a snervarla e nel temporale e nello spirituale, epur si sa, che quei che l’hanno espilata non hanno avuta molta prosperità, nè lungo è stato il loro imperio. È pur strana cosa, che tanti re, anco barbari, abbiano donato e ridonato alla Sede Apostolica mezza l'Italia, e che i principi d’oggi, come la Chiesa ha un castelluccio di 4 contadini nei loro stati, si faccia ogni cosa, ancor per vie indirettissime, perchè non habbia giurisditione in quelle 4 case et in 4 villani, et si faccia più conto di questo che di debellare il Turco, come hora prova la povera chiesa di Tortona nello stato di Milano. Sia certa la M. V. che come si incomincia appresso i popoli a dedurre in vilipendio la chiesa et i prelati, s’apra una grandissima porta all’heresie et a scismi et a mille mali. E degnisi considerare Y. M. che quelli, che hanno questo fine, effettualmente nel fine si accordano cogli heretici, poiché il fine dell’eretico è di astringere la giurisditione et il Papato, non avendo cosa che l’abbassi, se non questo, e da qui è, che per molto, che siano fra di loro discordi et infinite sette, in questo articolo dell’abbassamento et estintione della Sede Apostolica sono tutti uniformi; chi dunque si propone per fine a estinguere la giurisditione della Sede Apostolica e l’autorità di lei si conforma con il fine loro, et a questo ci s’induce pian piano con il negare l’autorità in una cosa et in un’altra, e con avvezzar li popoli alla disobbedienza di essa, et allo sprezza menni delle censure e simili cose. «Siamo necessitati a mettere in consideratione a V. M. lo scanda o che da questo bando mandato in stampa e mandato per tutto il moni o. ne riceverà la Christianità et il contento degli eretici, vedendo, che ì principi cattolici resistono, detraggono e sforzano di spogliare et anni chilire questa giurisditione et insieme ancora a pregarla a considoan i mali che di qui possono nascere poiché coll’esempio di principe pruni cattolico si dilataranno gli altri tanto, che nelli stati loro si esting uo a questa giurisditione, se Dio benedetto non opera per la sua causa,