582 Clemente Vili. 1592-1605. Capitolo X. rimase pure il merito di avere appianato al suo successore le vie per una felice soluzione della questione. Ambedue gli scienziati, le cui controversie avevano imposto un così duro giogo al Capo della Chiesa, precedettero Clemente Vili nella tomba. Bañes morì il 21 ottobre 1604 a Medina del Campo. Si dice che poco prima di spirare egli abbia protestato, di credere tutto ciò che egli aveva scritto intorno alla questione della grazia così fermamente, come egli credeva nell’unità e trinità di Dio, ma che egli sottometteva tutto al giudizio del papa e della Chiesa. Se Bañes abbia detto veramente così, in tal caso ha dato con ciò una prova ulteriore come la sua intelligenza, certo grande, spesso si sia lasciata guidare più dalle imposizioni della sua veemente volontà che non dalla convinzione delle prove, poiché nè un domenicano nè un gesuita può mettere allo stesso livello la sua opinione, sulla controversia della grazia, colle più sicure verità della fede. Quattro anni prima, il 12 ottobre 1600, lo aveva preceduto nella tomba colui contro il quale Bañes aveva impegnato in vita una lotta così lunga, e, come l’esito dimostrò, così ingiusta. Molina era senza dubbio una delle menti più acute del suo tempo, così ricco di grandi teologi. Ma con tutto ciò egli non apparteneva a quelli che si immergono nel mondo delle loro idee senza curarsi del corso delle cose di questa terra; la stella, che lo aveva guidato nei suoi lavori scientifici, fu sempre agli occhi suoi il bene della' Chiesa. Come il suo lavoro intorno alla grazia e alla libertà cercara di offrire il fondamento ad una soluzione solida, d’una difficoltà allora assai popolare,1 così anche la voluminosa opera, cui consacrò gli ozii dei suoi ultimi anni, vuò procurare di dare solida base scientifica per le decisioni del confessore e del parroco, trattando in sei volumi in foglio intorno alle questioni che si riferiscono al diritto e alla giustizia. Come nella scienza, così anche come carattere Bañes e Molina sono agli antipodi; Bañes il capo d’una scuola,_è ■come predestinato a raccogliere altri intorno a sè, a penetrarli delle sue idee ed entusiasmarli a imprese ardite; Molina, lavorando nel silenzio, come uomo è immagine di chi nulla brama, come religioso è sottomesso pari a un fanciullo ai suoi superiori nonostante tutta la sua scienza; nell’insieme è un uomo secondo lo spirito di Tommaso di Kempis, la cui Imitazione di Cristo egli leggeva ■ogni giorno.2 Nella sua ultima malattia egli non si interessava pu} di dispute scientifiche; al Superiore che lo interrogò sulle sue opere ancora inedite, rispose che la Compagnia di Gesù ne disponesse a piacimento. La sua vita fu colma di lotte e di attacchi, ma eg1 1 SCORRAILLE, I 445 S. 2 Vedi sopra p. 524.