516 Clemente Vili. 1592-1605. Capitolo IX. posto di non indossare la porpora durante questo tempo di penitenza.1 Secondo la tradizione, l’anno santo avrebbe dovuto principiare alla vigilia di Natale con l’apertura della porta santa in S. Pietro Ma siccome Clemente Vili si era ammalato di gotta, fu giocoforza rimandare questa solennità all’ultimo giorno di dicembre. Ma pure ora dovette il papa farsi forza per staccarsi dal letto delle sue sofferenze, e per poter compiere questa funzione, alla quale erano accorse ottantamila persone. Il giorno seguente, dopo il pontificale celebrato dal Cardinal Sfondrato in S. Pietro, impartì egli la solenne benedizione urbi et orbi.2 Anche in seguito sebbene spesso sofferente,3 spiegò Clemente V' III lo zelo più grande per l’acquisto dell’indulgenza giubilare. Per i romani erano prescritte trenta visite delle chiese, per gli stranieri quindici. Il papa ne fece sessanta. Egli le cominciò il 2 gennaio e dichiarò di voler visitare ogni domenica le quattro grandi basiliche di S. Pietro, S. Paolo, S. Giovanni in Laterano e S. Maria Maggiore. Inoltre compì sovente la visita delle Sette Chiese. La sua giubileo un Commentarius de indulgentiis (stampa del 1601, nel Museo Britannico in Londra), vedi Forschungen z. deutschen Gesch. XI 408 s.; RÄSS, Konvertiten III 396 s. Come ricordo per i pellegrini erano destinate le Deliciae Urbis Romae divinae et humanae anni sacri iubilaei 1600 Dom. Custode Aug. Vindel. 1600, 29 tavole, con un frontispizio illustrato e eoIl’efTigf di Clemente Vili di SadeleR (Venet. 1600). Un altro ritratto di Clemente Vili inciso allora, è ornato con dei medaglioni, i quali rappresentano l’assoluzione di Enrico IV, la conciliazione tra la Spagna e la Francia, la canonizzazione di san Giacinto, l’ingresso in Ferrara, le nozze di Filippo III, l’unione dei Ruteni etc. Vedi P. Perali Prontuario bibliografico per la storia degli Anni Santi, edito in appendice alla Cronistoria dell’Anno Santo mcmxxv, Roma 1928. 1 Vedi Alaleone presso Thurston 269. 2 Vedi la * Relazione di G. C. Foresto del 1° gennaio 1600, Archivio Gonzaga in Mantova, e le * Lettere di Giov. Mocenigo del 1° « dell’8 gennaio 1600, Archivio di Stato in Venezia. Cfr. Din-rium P. Alaleonis, Barb., 2816, Biblioteca Vaticana; * Avviso ih 1° gennaio 1600, Urb., 1068, ibid.; * Relazione intorno alle cerimonie nel 1 «<■. 9314, p. 889 s., ibid.; K. Löw Gründl. Bericht, was bei Klemens VIII Eröffnung und Zuthun der goldenen Porten sich verlaufen hat, Colonia H><- • Lettres d'Ossat II 282, 296; Relazione dell’architetto Enrico Schickharpt. il quale accompagnò il duca protestante Federico di Württemberg; IimIi'iho ricevette durante la solennità un posto in vicinanza del papa (vedi la mi"' 1 edizione della descrizione del viaggio di E. Schickhardt (stampata per la l,11,ll,| volta nel 1602 presso W. Heyd, Handschriften u. Handzeichn, des Baumeis ch H. Sch., Stoccarda, 1902; Prinzivalli, Gli anni santi 1300-1925, Roma, ■ 92 s.). La medaglia riprodotta presso Mann l 151, rappresenta due pastori» ^ suonano la tromba o il corno dinanzi al trono del papa, evidentemen < rapporto al Giobele degli antichi Ebrei. •, 3 Vedi le * Relazioni di G. C. Foresto del 4 e dell’11 marzo, del 20 ma,» ^ e del 29 dicembre 1600 e del 6 gennaio 1601, Archivio G o n z a g •' 1 Mantova.