no XXXIII. Ultimo addio al carnovale. Il carnovale è cessato ; passò la stagione dei tumultuosi diporti, la cara stagione de’fortunati ritrovi, delle facili conoscenze e amicizie; sparvero le feste, i tripudii, i festini ; i finti volti disparvero. Or tutti ci guardiamo in ciera, o lettori, e da qui quaranta e qualche di ci aggraverà il dorso, ingrato, tremendo fardello a chi già ne conta un certo numero, una quaresima di più! Quante cose succedono tra una ed altra quaresima! Quanti seggi nel regno della moda e della bellezza sono in si breve spazio di tempo caduti ! Quanti ne sono sorti di nuovo ed bau fatto dimenticare gli antichi; sì facile, sì repen-tinaj peggio che nel vino, è appunto nelle belle la volta! E questa uu’osservaziou tutta mia, che io non appresi da nessun altro moralista, ed è frutto appunto delle dette quaresime, che comincio a contare con qualche sospension d’ani-ino pur io; poiché certo con sì severi e morali pensieri io non salutava al suo ritorno il carnovale, nè sì intrepido e freddo assisteva agli ultimi suoi funerali in piazza o al veglione, allorché gli anni per me cominciavano il dì di santa Ca-